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La questione non è fisico contro digitale, la questione sono i cazzo di monopoli.
Sony che fa detonare il supporto fisico si traduce in Sony che ti sta dicendo che se vuoi comprare i giochini per PS5 devi comprarli da lei. Fanno loro il prezzo, decidono loro quando vanno in sconto, decidono loro le condizioni a cui puoi accedere a roba che paghi 80 fottuti euro e stai sicuro che continuerai a pagare tanto quanto anche adesso che risparmiamo sulla logistica e sul trasporto.
Puoi sharare l'account, ok. Ma puoi PER ORA.
E non è escluso che succeda come con Netflix, e Sony ti faccia pagare un extra per ogni console diversa dalla principale dove scarichi i tuoi giochini.
In tutto questo noi europei siamo fortunati. L'UE qualche anno fa ha rotto il culo ad Apple più o meno per lo stesso motivo, e adesso su iPhone e iPad puoi installare uno store di terze parti dove le regole non le fa più Apple.
Questo non vuol dire che arriverà Steam su PlayStation, quella è solo la possibilità più remota. Però è probabile che l'UE obblighi Sony a vendere le chiavi dei giochini anche fuori dal suo store.
Ma rimane una merdata atroce il fatto che in un colpo solo spariscano sia il mercato dell'usato che la possibilità di prestare un videogioco ad un amico, per farglielo conoscere o semplicemente perché giocandolo hai pensato a lui e allora vorresti che lo giocasse così potete parlarne davanti alla vostra prossima birra.
Perché i videogiochi sono questo. Uno spazio che condividiamo con altri stronzi impallinati come noi.
Che adesso è minacciato non perché non puoi più accumulare plastica nel backlog, ma perché non puoi più collezionare memorie. - Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon
Non servono grandi parole per introdurre un cestone indie di Gameromancer. Per quanto anche in questa tornata ci sia un infiltrato. - Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon
Kingdom Hearts è la morte dei giochi.
Più delle serie copiaincolla con 15 capitoli identici, più dei giochini zombie che vengono rimasterizzati ogni sei mesi, più delle skin a pagamento e delle slot online.
Perché ha la pretesa di essere roba d'autore e 'sta cosa mi fa smattare. Perché vedo la stessa gente che parla di qualità, di arte, che fa le analisi e si definisce creator, appassionato, giornalista, divulgatore sgranare gli occhi e sorridere come dopo una lobotomia frontale.
Che tra l'altro è l'unico motivo per cui si potrebbe mai apprezzare un Kingdom Hearts dopo l'abominio del terzo capitolo.
A me sta bene tutto eh, però se senti l'entusiasmo per questa metastasi di imbarazzo perdi ogni credibilità nel dare un parere su qualsiasi gioco.
Ma probabilmente anche su qualsiasi altra cosa. Nota e sconosciuta. - Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon
Cosa ci dice un tutorial in un videogioco? Pensa quanto racconta un tutorial — o l’assenza di un tutorial — del gioco che stai giocando. Tutti celoduristi del GIT GUD. Ma la vera sborrata? Quando From Software ha cagato due giochi più accessibili. Ancora oggi quando i miei amici nominano Sekiro ne parlano con deferenza. Il […] - Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon
Nei videogiochi non esistono più soldi puliti.
La sconfitta più grossa che c'ha inflitto il capitalismo forse è proprio questa. Fare videogiochi costa sempre di più, e il 99% dei soldi che girano in questo circo vengono da gente di merda. Bin Salman non si è comprato solo SNK. Non ha soltanto diverse quote in giochini che spaziano da Nintendo fino a TakeTwo. Adesso attira anche le persone che sono state dietro le nostre IP preferite, e manco una mesata fa ha convinto Harada a tornare al lavoro dopo 6 mesi di pensione.
L'uomo che ha reso Tekken fichissimo adesso è sul libro paga di uno che ammazza giornalisti per sport. E questa cosa è più importante del fantasticare su cosa potrebbe fare Harada con le IP di SNK.
Quando i soldi non ce li mette l'Arabia Saudita arrivano da Tencent, e insomma, la Repubblica Popolare Cinese non è per nulla un esempio di virtù. Ma sappiamo far schifo benissimo anche in occidente: presente Microsoft? Dopo 100 miliardi spesi in acquisizione videoludiche ha fatto talmente tante merdate pro-Israele che perfino Arkane Studios si è sentita in dovere di pubblicare una lettera aperta in cui invitava la propria dirigenza a togliersi la testa dal culo.
I videogiochi oggi, purtroppo, sono anche questo. E dobbiamo esserne consapevoli. Perché la consapevolezza è l'unica arma che al momento non sta dietro paywall.
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Unisciti alla community – Segui la newsletter – Dona su PatreonQuesto non è il solito podcast di videogiochi. Gameromancer è una ribellione contro chi si occupa di videogiochi per (e con) lucro, riducendoli a mera merce. I videogiochi sono Cultura, sono Arte, sono Vita. E in quanto tali assolutamente personali.
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