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Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

Gameromancer
Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
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  • Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

    Ep. 247: L’agency delle entrate

    27/04/2026 | 1 h 1 min
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    Cos'è l'agency nei giochini?

    Per dirla in due parole, è la possibilità che il gioco ci lascia di influenzare quello che succede dall'altra parte dello schermo. Però non è chiarissimo dove sia il confine tra cosa lo è e cosa no e ci siamo scannati un'oretta per colpa di David Cage.
  • Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

    Ep. 246: aPokélisse – perché i videogiochi sognano la fine del mondo?

    20/04/2026 | 53 min
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    Pokopia e Monster Hunter Stories 3 sono la fine del mondo.

    In senso letterale. Anche se nessuno gliel'ha chiesto entrambi i giochini del momento su Switch 2 parlano dell'apocalisse climatica.

    E non lo fanno in un modo facilone dicendo "umani = merda". Anzi.
    Ai pokémon manchiamo. Più volte in Pokopia i mostri parlano di quanto fossero forti quegli umani che hanno sognato i razzi, anche se non sapevano volare.

    Omega Force poteva limitarsi a reskinnare Dragon Quest Builders e saremmo stati tutti contenti. Capcom poteva cagare il sequel pedissequo di Monster Hunter Stories 2, magari strizzando l'occhio ai JRPG classiconi di cui un sacco di gente è orfana. E anche qui, saremmo stati contenti.

    E invece hanno sentito il bisogno di usare le Proprietà Intellettuali del Padrone per esorcizzare la paura di quello che stiamo facendo al pianeta.

    Per ribadirci che, in fondo, Sephiroth era un minchione. Non siamo solo un tumore per la Terra, siamo in grado di essere anche la soluzione. Possiamo fare meraviglie, quando non cediamo alla cupidigia.

    Pokopia e Monster Hunter Stories 3 parlano di APokélisse. Tu c'eri dall'altra parte del controller ad ascoltare?
  • Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

    Ep. 245: Animal Wellby – Game Over e il fine vita nei videogiochi

    13/04/2026 | 55 min
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    Se ami i videogiochi devi essere per il fine vita.

    L'hai capito giocando Life is Strange. Ad un certo punto salvi William, il padre di Chloe, dall'incidente che avrebbe spezzato la tua migliore amica.

    Solo che non si fotte con la linea temporale. Nella realtà che hai creato William è vivo, ma Chloe è comunque spezzata e non riesce a camminare più. E William sta comunque morendo, anche se in modo diverso.

    Chloe lo sa e ti chiede di lasciarla morire. Tu, dall'altra parte dello schermo, sai che è tutto finto.

    È solo un videogioco. Sei pure in una timeline alternativa. Hai il potere di viaggiare nel tempo e rimettere tutto a posto.

    E allora perché quella scelta è così pesante?

    Non bastasse, i videogiochi te lo hanno pure ripetuto nel 2021, nell'unica esclusiva per PS5 che valga davvero la pena di giocare.

    Returnal è la storia di una donna in pezzi che non riesce a morire, anche se è l'unica cosa che vorrebbe. Atropo la riporta indietro ogni cazzo di volta, e insegui la Pallida Ombra nella speranza di vedere i titoli di coda.

    È tutto nella testa di Selene. E infatti la Pallida Ombra non è la fine del gioco.

    Se sei stato Selene sai cosa vuol dire voler morire e non poterlo fare.

    Se sei stato Max, hai visto il dolore che provoca a Chloe e alla sua famiglia il sopravvivere quando quella non è più vita.

    E quindi se ami i videogiochi devi essere per il fine vita.
    A meno che per te non siano solo giochini.
  • Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

    DLC #92: La scuola al tempo di Brawl Stars

    08/04/2026 | 1 h 25 min
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    Trigger Warning: a una certa in puntata si parla di suicidio. Il discorso è ben segnalato sia in intro che poi quando si tocca effettivamente l'argomento, in modo da dare la possibilità a chi vuole skippare di saperlo prima.

    Per qualche motivo esistono insegnanti che ascoltano Gameromancer...

    Non siamo famigerati solo al ministero della Cultura, ma pure a quello dell'Istruzione. Circa. Cazzate a parte, un po' di puntate fa (in Mangia PEGI Ama) s'era parlato di sfuggita di scuola e l'ospite del giorno, al secolo Cyaomamma, aveva delle cose da ridire.

    Ne è venuta fuori una puntata che forse parla un po' pochino di giochini, ma dice un sacco di cose interessanti.

    Per cui se non la ascolti sei stronzo tu.
  • Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

    Ep. 244: Content Destroyer prima che fosse mainstream

    06/04/2026 | 1 h 7 min
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    Cos’è un gameplay, se non una reaction ad un videogioco?

    Per anni ho denunciato le storture della Game Critic. E per questo mi hanno bollato come "content destroyer" prima che fosse mainstream.

    Gli articoli del cazzo di Everyeye, tipo “The Last of Us Parte 1 e Parte 2 sono collegati?”.
    Gli editoriali “ma perché non giochiamo e basta?” pubblicati dalla stessa cazzo di rivista con cui collaboro.
    Retribuito, quindi andando contro tutti i miei interessi economici.

    L’occuparsi di videogioco con e per lucro. Il cacare continuamente sulla deontologia. Lo schifo che oggi posso dire di aver provato ad arginare.

    Fallendo.

    E infatti su Everyeye si sono dati tutti i nomi importanti e su SpaccioGames scrivono solo le IA.

    Sono stato un Content Destroyer.
    E mi fa schifo quello che il circolino sta dicendo ai suoi sudditi a proposito dei Content Destroyer.

    Non c'è nessuna differenza tra un gameplay e una reaction.

    E a dirla tutta il vero lavoro di distruzione, mi sembra sia quello che stanno facendo loro.

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Unisciti alla community – Segui la newsletter – Dona su PatreonQuesto non è il solito podcast di videogiochi. Gameromancer è una ribellione contro chi si occupa di videogiochi per (e con) lucro, riducendoli a mera merce. I videogiochi sono Cultura, sono Arte, sono Vita. E in quanto tali assolutamente personali.
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