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Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

Gameromancer
Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
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  • Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

    Hades II spiegato male – rece?

    14/05/2026 | 49 min
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    Se il primo Hades è l'esempio di come si dovrebbe fare un roguelike, Hades 2 è il ritratto di come si dovrebbe fare un sequel.

    Avrebbero potuto tranquillamente fare il compitino per casa e sbatterci sopra un cartellino "30€", avrebbe venduto le madonne ugualmente.
    Invece Supergiant ha preso una formula di gameplay che funzionava da dio, l'ha ampliata e l'ha resa ancora più figa e divertente. Roba che funziona anche e soprattutto perché dietro ci hanno scritto una storia e dei personaggi che non ti fanno pesare di schiattare a tre colpi dalla fine di una run, perché ogni partita ti serve per raccattare robe, scoprire rapporti e districare storie.

    In un modo talmente leggero ma accurato che chiunque voglia raccontare la mitologia dovrebbe prendere appunti, visto che ci imparati più sulla storia greca con due partite su Hades che in tre capitoli di God of War.

    E a proposito di storie, nonostante si prenda molto più sul serio di quanto non facesse Zagreus, Hades 2 riesce a parlarti di drammi familiari e personali in modo solenne, ma così leggero da non lasciarti mai troppo con l'amaro in bocca. Giusto un po', ma perché non avrebbe lo stesso sapore altrimenti.

    Hades 2 funziona di cristo perché hanno saputo ampliare senza storpiare, aggiungendo dove c'era da arricchire ma senza ingolfare. E anche se giocando hai una mezza sensazione di smarrimento ci pensano Melinoe e i suoi compagni a darti due dritte.

    È un gioco che ti sbatte in faccia che vuole farti "ammazzare il Tempo", invece te lo consuma. E lo fa senza farti pentire per più di mezzo secondo.
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    DLC #93: Alteri ha rotto Handmancers

    11/05/2026 | 1 h 1 min
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    Un paio di Milan Games Week fa è successo che abbiamo beccato Handmancers nell'Indie Dungeon. Eravamo nel pieno di una febbre di SlayTheInspired che non c'è mai passata, e quindi ovviamente abbiam fatto carte false per provare la demo.

    [citazione testo="Piccolo problema: Fra ha scassato la build lì in fiera costringendo i dev a fixarla nottetempo per essere a prova di DAMS il giorno dopo"]

    In ogni caso ci segniamo il nome del giochino perché sembra una roba di cui poi all'uscita vorremo parlare. Io inizio a sperare che i dev – 58Blades – non si segnino il nostro, di nome, in modo da non finire sul loro libro delle vendette dello scorpione. I dev sicuramente si fanno il segno della croce ogni qualvolta vedranno Fra nell'Indie Dungeon di qualche fiera, ma se sviluppi i giochini è un rischio che sai di dover correre.

    Poi succede che Handmancers esce in accesso anticipato e viene fuori che i dev in effetti si erano segnati il nostro nome. Ma per auto-invitarsi in podcast, perché evidentemente non hanno capito che farsi intervistare da Gameromancer implica una serie di domande imbarazzanti che ti fanno rivalutare tutte le tue scelte di vita.

    Domande imbarazzanti che ovviamente abbiamo registrato. E mo ti stai per ascoltare.

    Ah, pare brutto non fare i nomi. Ospiti della puntata Samuele Bertani, Game Director dello studio, e Gianmarco Albertini, il Game Designer.
  • Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

    Ep. 248: Indiefessi – n’altro cestone di videogiochi indie

    04/05/2026 | 1 h
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    Il metabolismo è rallentato, ma facciamo ancora indiegestione.

    Non con la frequenza che ci piacerebbe, ma i giochini piccini continuiamo a giocarli per poi proporteli sul menu dopo che li abbiamo digeriti noi, in modo da farti venire l'acquolina in bocca o l'intossicazione alimentare.

    I giochini di questa tornata sono:

    Darwin's Paradox
    Dave the Diver
    Death Howl (di cui c'è anche il videino su Patreon)
    Sea of Stars (a suo tempo protagonista pure di una newsletter)
    Replaced

    Darwin's Paradox e Replaced sono stati peraltro pagati con i tuoi soldi. Forse. Perché è stato usato il fondocassa di Patreon per fare contento il bimbo interiore di Andrea Scibetta.

    Se vuoi contribuire, trovi i link un po' ovunque..
  • Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

    Ep. 247: L’agency delle entrate

    27/04/2026 | 1 h 1 min
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    Cos'è l'agency nei giochini?

    Per dirla in due parole, è la possibilità che il gioco ci lascia di influenzare quello che succede dall'altra parte dello schermo. Però non è chiarissimo dove sia il confine tra cosa lo è e cosa no e ci siamo scannati un'oretta per colpa di David Cage.
  • Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

    Ep. 246: aPokélisse – perché i videogiochi sognano la fine del mondo?

    20/04/2026 | 53 min
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    Pokopia e Monster Hunter Stories 3 sono la fine del mondo.

    In senso letterale. Anche se nessuno gliel'ha chiesto entrambi i giochini del momento su Switch 2 parlano dell'apocalisse climatica.

    E non lo fanno in un modo facilone dicendo "umani = merda". Anzi.
    Ai pokémon manchiamo. Più volte in Pokopia i mostri parlano di quanto fossero forti quegli umani che hanno sognato i razzi, anche se non sapevano volare.

    Omega Force poteva limitarsi a reskinnare Dragon Quest Builders e saremmo stati tutti contenti. Capcom poteva cagare il sequel pedissequo di Monster Hunter Stories 2, magari strizzando l'occhio ai JRPG classiconi di cui un sacco di gente è orfana. E anche qui, saremmo stati contenti.

    E invece hanno sentito il bisogno di usare le Proprietà Intellettuali del Padrone per esorcizzare la paura di quello che stiamo facendo al pianeta.

    Per ribadirci che, in fondo, Sephiroth era un minchione. Non siamo solo un tumore per la Terra, siamo in grado di essere anche la soluzione. Possiamo fare meraviglie, quando non cediamo alla cupidigia.

    Pokopia e Monster Hunter Stories 3 parlano di APokélisse. Tu c'eri dall'altra parte del controller ad ascoltare?
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Unisciti alla community – Segui la newsletter – Dona su PatreonQuesto non è il solito podcast di videogiochi. Gameromancer è una ribellione contro chi si occupa di videogiochi per (e con) lucro, riducendoli a mera merce. I videogiochi sono Cultura, sono Arte, sono Vita. E in quanto tali assolutamente personali.
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