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Il giochino di Wolverine non farà schifo per colpa del woke. Farà schifo perché è di Insomniac.
È uscito un nuovo gameplay di Wolverine e la gente s'è risentita perché sembra God of War. E non il God of War bello del 2018, quello epoca PS2 che funzionava perché c'avevi 14 anni. Ed è invecchiato di merda a livello di design – perché era mediocre già all'epoca, ma non divaghiamo.
La colpa di questo secondo Internet è di Insomniac, che sull'onda del woke ha assunto diverse donne. Alcune coi capelli colorati o addirittura con la nerchia.
Il punto in realtà è che Insomniac ha sempre fatto giochi iper-derivativi senza inventarsi un cazzo.
Buona parte dei difetti che si stanno imputando a Wolverine da un trailer c'erano già nel loro primo Spider-Man.
Lì non te ne sei accorto perché beh, era Spider-Man, basta mettere una New York Open World e fa tutto lui. È anzi quasi un miracolo che con Miles Morales e Spider-Man 2 Insomniac sia riuscita a tirare fuori due cose veramente interessanti tagliando il superfluo (e copiando la tuta alare di Just Cause 3, vedi che non si inventano mai un cazzo?).
Prima di dare la colpa alle femmine, pensa ai giochini di Insomniac.
Perché qua il problema non è il genere. Né quello videoludico, né quello dello sviluppatore. Il problema è di design.
E se non c'arrivi Wolverine fa per te, perchè sei rimasto ai God of War per PS2. - Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon
Esce Clair Obscur e ci pisciamo tutti addosso dall'eccitazione.
Il gioco che va in culo all'industria, che dimostra che per fare un capolavoro non ti serve spendere il budget di GTA VI, che alla fine le cose che davvero fregano ai videogiocatori non sono il graficone o 700 ore di contenuti, ai giocatori interessa che un videogioco abbia cuore.
Solo che poi succede Hell is Us, che di cuore ne ha quanto Clair Obscur, e non se lo incula di striscio manco la zia dei dev.
Succede Beast of Reincarnation, e ci incazziamo perché Game Freak "è miliardaria grazie a Pokémon eppure ha tirato fuori un giochino low budget di merda". Eppure tanti dei difetti sono gli stessi che non hai voluto vedere in Clair Obscur – o in Pragmata se preferisci i piedini di Diana a quelli di Lune.
E allora come speri che i Doppia-A ci salvino tutti, se quando giochi un Doppia-A spesso e volentieri lo critichi perché non è bello quanto GTA VI? - Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon
Street Culture e videogiochi limonavano duro.
Per tutti gli anni '90 e per buona parte dei primi anni 2000 quasi non potevi non imbatterti in un videogioco che fosse permeato dall'estetica dei graffittari, dagli skateboard, da queste storie di ribellione contro il sistema però molto lontane dall'estetica cyberpunk, più alla luce del sole (o nei campetti di periferia).
Vestiti larghi, roller blade, musica hip hop, macchine truccate. FIFA Street, che prendeva Ronaldinho e lo portava effettivamente al campetto della parrocchia della frazione di buco di culo dove vivevi. Tony Hawk, appunto, e il suo ossessivo grindare che nulla aveva a che spartire con cosa vuol dire "grindare" oggi nei giochini.
Poi qualcosa si è rotto. E non si è mai più aggiustato. Oggi cerchiamo di scoprire perché. - Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon
Tipo la manosfera, ma coi baffoni di Super Mario.
Che Nintendo ce lo voglia buttare al culo non è una novità di queste settimane, e a dirla tutta manco di questo secolo. Ci sono però dei nuovissimi sviluppi che noi avremmo anche volentieri fatto a meno di raccontare, ma siccome esiste – appunto – la Mariosfera vuoi che se no ne avrebbero parlato gli Uomini col Nintendo? - Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon
Non ho problemi coi videogiochi.
Ho problemi col loro fan club.
Mi sta proprio sul cazzo l'idea che "non si può dire niente", nel senso che ogni volta che parli male di un'azienda o di un giochino sei un hater e quando ne parli invece invece sei un venduto, un fanboy, "da te non me lo aspettavo". È così che muore il pensiero critico, sotto scroscianti ticchettii sulle tastiere meccaniche da cui i gamer scrivono i loro commentini di merda sotto questo o quell'altro contenuto.
Io mi sono cacato il cazzo. Non perché la cosa mi impedisca di fare il mio lavoro – non è un lavoro e comunque se mi preoccupassi di cosa pensa la gente non farei Gameromancer. Mi sono cacato il cazzo perché vivo di pensiero critico. E vedere il dialogo attorno ai giochini ridotto a questa merda mi fa venire voglia di svegliarmi vestito elegante.
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Unisciti alla community – Segui la newsletter – Dona su PatreonQuesto non è il solito podcast di videogiochi. Gameromancer è una ribellione contro chi si occupa di videogiochi per (e con) lucro, riducendoli a mera merce. I videogiochi sono Cultura, sono Arte, sono Vita. E in quanto tali assolutamente personali.
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