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Qualcosa di personale

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    Serena Dandini: "Le donne facevano paura nel '46 e anche oggi. Ma non le freghi piu"

    25/06/2026 | 30 min
    "Paura non abbiamo": il nuovo libro di Serena Dandini uscito per Einaudi è l'occasione per portarci in studio il coraggio e l'intelligenza, l'ironia e la caparbietà delle 21 Madri costituenti e di tante donne fortissime che le hanno seguite. Grazie alle Madri in Costituzione vennero messe paroline cruciali, come "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso", la base per far accedere alle posizioni della pubblica amministrazione le donne ma anche per il diritto di famiglia e quello delle lavoratrici. E poi dalla loro battaglia nacquero leggi venute molto più tardi, dall'abolizione del delitto d'onore allo ius corrigendi, dal divorzio all'aborto ("a rischio, ormai in corteo a difenderlo troviamo nonne, figlie e nipoti")Un grido scapigliato sulle pagine e in video in pieno spirito Dandini a scuoterci nei tempi dei Trump e dei Vannacci, "una figurina ritagliata dal passato", al quale l'autrice spiega con pazienza perché il femminicidio esiste ed è importante ricordarlo. Spiega anche al ministro Nordio perché il codice Rocco-Mussolini non è affatto il più bello del mondo. Ma il messaggio è più largo. "Siamo tutti chiusi in casa, spaventati dalle guerre, delusi dalla politica, con gli occhi sui telefonini. Mi è venuta voglia di dirmi e di dire a tutti svegliamoci. Guardiamoci indietro per vedere da dove veniamo e dove non vogliamo tornare". Due chicche: l'avviso a De Gregori ("lo adoro e se non vuole dare messaggi dal palco nessuno lo obbliga, ma non condanni chi lo fa come Bruce Springsteen"). E la rivelazione: "Mi piacerebbe rifare 'Parla con me', ma a questo punto lo chiamerei 'Il divano rosso'. Alle presentazioni mi chiedono sempre 'Torna il divano?'" (Intervista di Giulia Santerini)
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    Concita De Gregorio: "Basta coi guerrieri. Il cancro non si batte, si cura. In America sarei morta"

    18/06/2026 | 33 min
    "Tutti abbiamo un danno. Una malattia, un licenziamento, un lutto. È importante dare un nome alle cose e cercare la cura che fa per noi, che è diversa per ogni persona". "La cura" (Einaudi) è il titolo del nuovo romanzo di Concita De Gregorio, non un viaggio nella malattia ma nella vita. La sua e quella di chi ha incontrato sulla sua strada "nel tempo del dopo, quello in cui voglio solo cose belle e dico basta alle persone sasso". Cose belle come "abbracci da scimpanzé", contatto fisico con le persone, musica, teatro, mare e lavoro.  Persone belle: "Quelle che ci fanno stare bene e non se ne vanno quando devono restare".Cosa succede in una donna davanti a una diagnosi di cancro? Qual è il primo pensiero, come lo dici ai figli. C'è una lista possibile di cose da fare o far trovare in tua assenza? In studio tocchiamo alcuni dei momenti più privati della giornalista, scrittrice e attrice, ma anche i più buffi, con i dialoghi surreali col prof che sta per operarla o con la compagna di stanza Angelina a ferragosto in un ospedale magico di Barcellona. Il quadro è molto più grande, punta alla bellezza e appunto, alla cura per tutti. "Se fossi nata in America sarei morta - è sicura Concita -. Le uniche battaglie politiche che contano oggi sono per la sanità e l'istruzione". Senza quest'ultima si cade nel tempo dei bulli, da Trump a Vannacci, nella solitudine e nella paura. Intervista di Giulia Santerini 

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    Francesca Lollobrigida: "Le donne che mi criticano non sono realizzate. Ora una bimba e nuovi podi"

    11/06/2026 | 27 min
    "Atleta-mamma? Mi piace molto perché no?" A pochi mesi dalle sue due medaglie olimpiche Francesca Lollobrigida si presenta in studio prima di un allenamento in tuta dell'aeronautica, trucco perfetto e unghie rosa shocking: già pensa a nuove gare ma intanto, ammette, il prossimo progetto è una sorellina per Tommaso, tre anni. Il grande protagonista del suo oro nei 5000 nel pattinaggio di velocità (ha vinto l'oro anche sui 3000) alle olimpiadi invernali di Milano-Cortina. È nella memoria di tutti l'immagine di Francesca che abbraccia il figlio in pista avvolta nel tricolore. Un gesto che le è valso tante lodi ma anche critiche pesanti. In studio ci racconta quanto lavoro c'è stato dietro i suoi risultati, il rientro dopo la maternità ("torni a gareggiare ma non sai se puoi tornare a vincere") e anche perché quel giorno ha fatto scendere in pista il bambino piccolo. Ci dice del suo rapporto con Gina Lollobrigida, di un marito-papà niente affatto mammo e di una visione del mondo e dello sport preziosa per incoraggiare tutte le donne che temono la maternità, non solo le atlete. In chiusura, ci svela la magia della sua specialità, che Lollobrigida ha regalato a tanti ragazzi in carrozzina con un pattino decisamente speciale come testimonial della campagna "Campioni ogni giorno".
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    Serena Mazzini: "Partner e psicologi virtuali, orsetti e robot. L'Ia ci sfrutta e ci rende più soli"

    04/06/2026 | 29 min
    Serena Mazzini ha avuto 4 boyfriend virtuali ("diabolici, cercano le tue debolezze per spingere su quelle e farti pagare tendenzialmente una prestazione di sesso sintetico"), è entrata nelle chat di teenager che inneggiavano alla violenza e al nazismo ("facilissimo manipolarli"), si è fatta chiamare dall'assistente telefonico per anziani ("una delusione, non sa parlare di nulla"), ha dialogato con il padre morto ("più spendi più il caro defunto sarà verosimile e presente"). Tutto grazie all'intelligenza artificiale. Tutto per scrivere e spiegarci che "La tua solitudine è il nostro business. Come l'intelligenza artificiale sta trasformando le nostre relazioni" (Rizzoli), tema e titolo del suo nuovo saggio. "Oltre 800 milioni di persone nel mondo in questo momento stanno usando l'Ia - spiega in studio -. Doveva essere un supporto per il lavoro, viene usata per riempire vuoti. Un mercato da 532 miliardi di dollari".

    Nei vuoti dovrebbero esserci, appunto, fidanzati e amici, terapeuti, giocattoli, caregiver. E invece "ci sono boyfriend e terapeuti trovati via Chat Gpt, Gemini, Claude o Ecopilot. Che ti spingono prima o poi a pagare e a farlo sempre di più per non rompere un legame e per avere servizi aggiunti, dalla prestazione di sesso virtuale a un dialogo col caro defunto, magari anche con la sua voce. O orsetti parlanti che però (è successo) possono finire a darti informazione sul bondage". Grazie all'Ia si moltiplicano i video di abusi sui bambini. Senza contare che "con il loro tono confidenziale i chatbot creano un rapporto a specchio con qualcuno che non ti contraddice mai. Disabituandoti al confronto, fino a confermarti persino in tentativi suicidi" (storia vera, per ora americana).

    Serena Mazzini è una freelance esperta di media strategy, insegna advertising e teoria e metodo dei nuovi media alla Naba di Milano ed è co-host del podcast Burnout di Selvaggia Lucarelli. Per la newsletter "Vale tutto" di Lucarelli su Substuck (l'italiana più letta al mondo) scrive pezzi e inchieste, tra le più recenti quella che esamina oltre 3000 post di Andrea Sempio nell'arco di 7 anni (dai quali si è fatta un'idea originale e informata del nuovo grande accusato di Garlasco, che ci racconta). È nata a Stresa, ha vissuto i primi forum, è uscita dal guscio grazie alle community, ha studiato a Bologna, ma solo ora, a 30 anni, da espertissima digitale ha riscoperto l'amore per i contatti umani e il calore di una famiglia numerosissima. Intervista di Giulia Santerini
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    Csaba dalla Zorza: "Perché se una donna sceglie di fare la casalinga è considerata di serie B?"

    28/05/2026 | 28 min
    Quando ci dividiamo tra lavoro, bambini e casa lo facciamo davvero per scelta? Perché un maschio deve lavorare per portare a casa lo stipendio e una femmina fa la stessa cosa ma anche tutto il resto? Fare la tavola o una torta può essere considerato importante e rilassante? Quanto tempo ci devono i nostri famigli per tutta le spesa e le attenzioni che abbiamo regalato loro? Solo alcune delle domande che nascono incontrando Csaba dalla Zorza dopo aver letto il suo "Io sono Adele", secondo romanzo dopo l'esordio con "La governante" (Marsilio). Due libri uniti dalla storia di una donna che arrivata ai 60 anni, con una famiglia e una lunga e gloriosa carriera alle spalle, si chiede se ne è valsa la pena e se non sia tempo di ritagliarsi un po' di spazio e tempo per sé.Csaba è un volto televisivo molto noto, la trasmissione "Cortesie per gli ospiti" è un cult, dirige la rivista "Foster. Coltiviamo il vivere meglio", i suoi consigli su life-style e le sue ricette sui social sono seguitissimi. Ma in studio e nei romanzi ci rivela un volto segreto, intimo e letterario che è una vera scoperta. "Scrivere è stato il modo per dire della mia infanzia caotica come figlia di divorziati, la frustrazione del lavoro di casa non riconosciuto con un marito e due figli mentre avevo impegni pesanti anche fuori, lo sfinimento mio e di tante amiche che cercano sempre di fare tutto, il bisogno di rallentare staccare e pensare solo a ciò che davvero ci piace fare"
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Su Qualcosa di personale
Si può esplorare il messaggio di un libro, l’anima di un disco o il segreto di un film con chi l’ha scritto, suonato, girato? Com'è nata quell’idea? Cosa è successo nel backstage? E chi ha scritto, suonato recitato, si porta dentro un ricordo di bambino, un incubo dell'età della ragione, un sogno che non lo abbandona? Oppure un amore perduto, un passaggio di carriera, una domanda sui figli, dubbi, paure, speranze.  C’è la vita di tutti i giorni e il mondo che gira intorno nelle chiacchierate che facciamo con scrittori e musicisti, attori, sportivi, artisti, psicologi, attivisti, influencer. Storie uniche di persone disposte a mettersi in gioco, da 0 a 99 anni. Perché farlo? Per conoscere meglio l’altro e, magari, riconoscersi. Per emozionarsi e condividere. Potremmo commuovervi, spesso vi faremo ridere. Perché ci piace affondare il coltello nelle piaghe, ma senza mai prenderci troppo sul serio. "Qualcosa di personale" è il podcast - audio e video - di Giulia Santerini. Ogni venerdì una nuova puntata.
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