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Qualcosa di personale

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  • Qualcosa di personale

    Stefania Andreoli: "Vi dico la verità sulle famiglie 'perfette' e gli adolescenti che si armano"

    23/04/2026 | 26 min
    C'è un bambino di otto anni accoltellato nel giorno del suo compleanno al centro di "Un'ottima famiglia" (Rizzoli), il primo romanzo di Stefania Andreoli, psicologa, psicoterapueta e saggista che da oltre 25 anni si occupa di adolescenti e soggetti borderline. Da dove vengono le esplosioni di violenza dei ragazzi, in casa e a scuola. E come affrontarle? Che genitori e che famiglie siamo diventati? E quale ruolo giocano social e videogame in tutto questo? Andreoli risponde con l'esperienza clinica ma anche un intuito e una modalità unici. Non per niente la sua "stanza delle parole" live su Instagram il martedì è amatissima dei giovani e il suo spazio radiofonico nella trasmissione Catteland su Radio Deejay riceve decine di richieste di consulenza, soprattutto da padri e madri spaventati e disorientati dai loro figli. La dottoressa ci racconta anche che mamma è lei e i due "comandamenti" di casa Andreoli. 
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  • Qualcosa di personale

    Giacomo Bertagnolli, sciatore ipovedente dei record: "Due respiri e giù, la pista ce l'ho in testa"

    16/04/2026 | 28 min
    Alle gare io arrivo sempre all’ultimo momento al cancelletto. Due bei respiri e giù. Se arrivassi 40 minuti prima continuerei a ripensare al tracciato e mi farei un castello di carte che mi confonde, tensione inutile”. Parola di Giacomo Bertagnolli, anni 27, da Cavalese Val di Fiemme, una atrofia del nervo ottico dalla nascita che gli toglie il 95% della vista, il più medagliato di sempre alle Paralimpiadi: 13 podi, ben 5 solo a Milano-Cortina: due ori, due argenti e un bronzo con la sua guida Andrea Ravelli. 

    Gli sci li ha messi ha due anni e mezzo, ma solo a 13 ha trovato la strada dello sci paralimpico: "Finalmente competevo ad armi pari, fino a lì mi avevano fatto giocare a hockey ma con bambini vedenti, sono finito in disparte". Come quando gli amici prendevano il patentino a 16 anni e lui è rimasto in bicicletta: "Vado giù come un pazzo anche con il downhill, faccio arrampicata e surf, ma non vedere ti toglie parecchio. Non posso guidare e fare tanti lavori, ma non voglio fare il lamentone, anzi amo spronare gli altri. Dico sempre che l'importante è cominciare. Provate tutto e troverete la vostra strada".  Altri consigli? "Non fate sempre le stesse cose, staccate e non rispondete ad altri che a voi stessi

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  • Qualcosa di personale

    Lidia Ravera: "Evadete dalla gabbia del femminile, scendete dal tacco 12 e niente tette per i 18"

    09/04/2026 | 26 min
    "Ho deciso di fare un regalo alle ragazze: possono essere persone, decidere di tagliarsi i capelli e venderli, scrivere e non diventare madri. Non essere carine per forza, secondo i cliché nei quali ci chiudono da sempre". Ecco perché Lidia Ravera, 40 anni dopo l'uscita, ha deciso che era il momento di ripubblicare il suo romanzo "Bagna i fiori e aspettami" (Bompiani) un coraggioso remake di "Piccole donne", il classico di Louisa May Alcott. Ci sono quattro tipi femminili riveduti e corretti e soprattutto la sua Jo, Giovanna, alla ricerca del (pessimo) padre: "una femminista vera perché libera". Dopo "Porci con le ali", esordio con fama e polemiche a fiumi a 25 anni, Ravera ha sentito il bisogno di scrivere un libro pieno di ironia e ritmo e con una scena di violenza su una 18enne. "La violenza c'è sempre stata ma cresce e si capisce perché, stiamo cambiando e gli uomini non lo accettano. Intanto abbiamo un governo che non sa fare una legge sul consenso. Il patriarcato non molla". Per fortuna ci sono i giovani, nei quali ha molta fiducia: "Felice della vittoria del No al referendum mi sono trovata a festeggiare la sera in una piazza piena di ragazzi. Hanno detto no alla riforma della giustizia, ma anche a Meloni, al pacchetto sicurezza, alla restrizione dei loro spazi, al genocidio a Gaza". L'autrice di "Age pride" e "Volevo essere un uomo" (Einaudi) fa i conti da sempre con l'età e l'essere nata femmina: "Se fossi nata maschio, mi sarei risparmiata molti svantaggi e avrei guadagnato 25 anni di vita in manutenzione mancata". La scrittrice torinese controcorrente ci dice anche del suo essere madre e nonna "contemplativa e viziante"
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    Dargen D'Amico: "La felicità c'è solo se condivisa, non posso stare bene se il mio vicino sta male"

    02/04/2026 | 28 min
    L'intelligenza artificiale e la guerra in Iran e a Gaza; il rap e la violenza tra i ragazzi ieri e oggi; l'amore che finisce "come un centro commerciale, del resto lo siamo tutti, lo sono diventate le nostre case, le nostre persone". Dargen D'amico nel nuovo album "Doppia mozzarella" mette il suo mondo interiore ma anche tutto quello che gira intorno. Tredici tracce per testi complessi e letterari, denuncia e riflessione a ritmo di rap, hip-hop, lo-fi urban e perfino una tarantella con una bella dose di elettronica nel disco. Lo stesso mondo che ci riporta a ritmi di ironia pacata e onestà in studio. Ammette che al tredicesimo album, ancora, quando deve incominciare un nuovo lavoro non sa se ci riuscirà e con il suo "esperto" da anni deve fare i conti con l'idea di non meritarselo. Una certezza però ce l'ha: "La felicità c'è solo se è condivisa, non posso stare bene se il mio vicino sta male".
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    Il comico Vittorio Pettinato: "Ho 500mila followers, ma la fama è arrivata... con Gualtieri e cestò"

    26/03/2026 | 29 min
    Ha cominciato a sei anni con Papa Wojtyla e Antonio di Pietro ("colpa del Trio e di Fiorello, i miei primi miti") ed è arrivato a trenta alle clamorose imitazioni di Gualtieri e Bad Bunny. Ma Vittorio Pettinato adora riprodurre anche le vanità comuni (è nei teatri con "Centro di vanità permanente"), dal prete influencer al global trotter, dal milanese imbruttito al romano super rilassato, dal critico gastronomico al "detoxer" digitale. Nato e cresciuto a Pavia, figlio di calabresi, ha vissuto a Milano e sta per trasferirsi a Roma, dove lavora a Radio2: "Sono sempre stato quello strano, isolato. Un bambino calabrese a Pavia e uno del nord a Lamezia Terme".

    Sarà per questo che ha sempre cercato di farsi voler bene: "Non sono un comico pungente, sono poco spinoso, un riccio senza aculei". Resta che Pettinato è l'unico in Italia ad avere il coraggio di recitare Dante in calabrese, a imitare ruvidi come Crepet e il suo idolo Gratteri ("ma lì ho fatto una pinna di complimenti nella dida") e a prendere in giro le interviste di Pasolini ("tutte col vento, dove le ha fatte hanno messo delle pale eoliche")
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Su Qualcosa di personale

Si può esplorare il messaggio di un libro, l’anima di un disco o il segreto di un film con chi l’ha scritto, suonato, girato? Com'è nata quell’idea? Cosa è successo nel backstage? E chi ha scritto, suonato recitato, si porta dentro un ricordo di bambino, un incubo dell'età della ragione, un sogno che non lo abbandona? Oppure un amore perduto, un passaggio di carriera, una domanda sui figli, dubbi, paure, speranze.  C’è la vita di tutti i giorni e il mondo che gira intorno nelle chiacchierate che facciamo con scrittori e musicisti, attori, sportivi, artisti, psicologi, attivisti, influencer. Storie uniche di persone disposte a mettersi in gioco, da 0 a 99 anni. Perché farlo? Per conoscere meglio l’altro e, magari, riconoscersi. Per emozionarsi e condividere. Potremmo commuovervi, spesso vi faremo ridere. Perché ci piace affondare il coltello nelle piaghe, ma senza mai prenderci troppo sul serio. "Qualcosa di personale" è il podcast - audio e video - di Giulia Santerini. Ogni venerdì una nuova puntata.
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