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    Gianfranco Contri "Premio Ostana"

    24/06/2026 | 15 min
    Gianfranco Contri
    "Premio Ostana"
    www.premioostana.it

    Premio Ostana, Scritture in lingua madre
    Sabato 27 giugno 2026
    ore 14:30
    Le fiabe faroesi
    Dall’epoca delle saghe alla tradizione moderna.
    Conversazione con
    Luca Taglianetti, Premio Traduzione
    A cura di: Gianfranco Contri
    lingua faroese

    Preceduto da:
    Lectio Magistralis, di Gianfranco Contri
    La lingua faroese: una sintesi storico-linguistica 
    I colonizzatori vichinghi giunti nel IX e X secolo d.C. nelle Føroyar / Isole Faroe, arcipelago situato nell’Oceano Atlantico Settentrionale – oggi parte del Regno di Danimarca –, posto fra la Norvegia, l’Islanda e la Scozia, provenivano principalmente dalla Norvegia occidentale e parlavano una varietà dell’Antico Nordico, idioma del ramo settentrionale del gruppo linguistico germanico originatosi dalla famiglia indoeuropea, dal quale deriva la lingua parlata oggi nell’arcipelago.

    Luca Taglianetti è traduttore di letteratura nordica. Dal 2012 è membro onorario dell’Asbjørnsenselskapet. Ha curato la prima traduzione integrale delle leggende norvegesi di P. Chr. Asbjørnsen (2020) e di Andreas Faye (2014) e la traduzione di un grimorio islandese (2025). Ha tradotto anche una ballata norvegese d’origine medievale Åsmund Frægdegjæva (2016), e una scelta di fiabe faroesi (2018). Ha partecipato come relatore alle ultime tre edizioni del Convegno Italiano di Studi Scandinavi (2013-2017-2023) e ha tenuto una serie di seminari sulla letteratura nordica presso le università di Roma, Milano e Napoli. Di recente si sta occupando di letteratura scandinava di fine Ottocento traducendo una serie di inediti in Italia, tra cui: Hans Jæger, La bohème di Kristiania (2020); Ola Hansson, Sensitiva amorosa (2023); Herman Bang, Generazioni senza speranza (2025). Ha pubblicato anche una antologia poetica del premio Nobel per la letteratura Knut Hamsun, Il coro selvaggio (2022). Ha curato la revisione linguistica dei Drammi borghesi di Ibsen per i Meridiani di Mondadori (2024).

    Motivazione Premio
    Con questo riconoscimento intendiamo celebrare un lavoro di traduzione che porta per la prima volta in lingua italiana un patrimonio narrativo raro e prezioso. Il faroese, a lungo oscurato dall’uso ufficiale del danese, ha rischiato di scomparire come lingua scritta, resistendo soprattutto grazie alla tradizione orale di fiabe, racconti e leggende. Questa traduzione rende accessibile al pubblico italiano un corpus che ha custodito, per secoli, l’identità linguistica e culturale delle Isole Faroer.
    L’opera premiata restituisce con finezza la musicalità, l’immaginario e la profondità di una lingua che ha trovato nella narrazione popolare la sua forza vitale. Attraverso un lavoro rigoroso e sensibile, Luca Taglianetti ha saputo mantenere intatto lo spirito originario dei testi, preservandone il ritmo, le immagini e la naturalezza. Inoltre, la pubblicazione di questo volume in una collana dedicata alle fiabe nordiche colloca finalmente il faroese accanto alle altre lingue del Nord Europa, riconoscendogli il posto che merita nel panorama letterario. 
    Con questo premio desideriamo onorare una traduzione che è anche un atto di tutela culturale, un ponte fra tradizioni lontane e nuovi lettori.

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    Nadia Urbinati "Nata democratica"

    24/06/2026 | 18 min
    Nadia Urbinati, Luca Baldissara
    "Nata democratica"
    Edizioni del Mulino
    www.mulino.it

    Passaggi Festival, Fano
    mercoledì 24 giugno 2026, ore 21:15
    Nadia Urbinati e Luca Baldissara "Nata democratica"
    Conversano con Stefano Pivato (Storico e saggista italiano)
    www.passaggifestival.it

    Dalla lotta partigiana alla Costituzione, dalle armi alle norme: la Repubblica
    nasce democratica, la democrazia si apprende praticandola
    Il percorso che ha dato senso e valore civile alla parola «futuro»
    La guerra di Liberazione fu insieme guerra civile contro i fascisti e guerriglia contro l’occupante nazista. Costituì il punto d’approdo del distacco popolare dal fascismo e, al contempo, un’assunzione di responsabilità civile. Quell’ansia di riscatto e quella spinta al cambiamento costituirono la volontà fondativa della democrazia italiana. Su di essa si innestò e prese forma una Carta costituzionale dal valore programmatico, che disegnava la democrazia repubblicana per cui si era combattuto. Il libro indaga questa duplice dimensione: la conquista della libertà attraverso la partecipazione e l’impegno nella lotta, e la democrazia che si fa strada nella ricostruzione della vita civile locale e che si afferma nel potere costituente. La Costituzione emerge così come un corpo vivo, frutto originale di un intreccio indissolubile di memoria critica del passato, urgenze del presente e aspettative del futuro. Un prologo, un libro aperto sul futuro.

    Luca Baldissara insegna Storia contemporanea nell’Università di Bologna. I suoi ultimi libri pubblicati con il Mulino sono «Italia 1943. La guerra continua» (2023) e «25 aprile» (2024). 

    Nadia Urbinati insegna Teoria politica alla Columbia University a New York e collabora al quotidiano «Domani». Con il Mulino ha pubblicato: «Io, il popolo. Come il populismo trasforma la democrazia» (2020) e «L’ipocrisia virtuosa» (2023).

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    Vincenzo Bruno "Premio Ostana"

    24/06/2026 | 15 min
    Vincenzo Bruno
    "Premio Ostana"
    Es sus la talvèra qu’es la libertat
    La libertà sta sul margine – Joan Bodon
    wwwpremioostana.it

    Sabato 27 giugno 2026
    ore 14:30
    Alle radici della parola arbëreshe
    Teatro e memoria di una comunità.
    Conversazione con
    Vincenzo Bruno, Premio minoranze linguistiche storiche in Italia
    A cura di: Domenico Morelli
    lingua arbëreshe

    Vincenzo Bruno, nato a Civita (Cosenza) il 29 marzo 1947 da genitori arbëreshe, si è laureato in lettere antiche a Napoli nel 1969 e ha svolto per tutta la vita la professione di docente, insegnando prima nella scuola media e poi nei licei scientifici e classici. Accanto all’insegnamento delle discipline classiche, ha promosso numerosi progetti didattici dedicati al teatro, al giornalismo e all’educazione ambientale, distinguendosi per un approccio educativo dinamico e innovativo. Sposato con Caterina Candelise, anch’essa docente di materie letterarie, è padre di tre figli; il più giovane, Francesco Pio, è scomparso tragicamente nel 2006.
    Profondamente legato alla cultura arbëreshe, ha dedicato gran parte della propria attività intellettuale allo studio e alla valorizzazione della minoranza linguistica italo-albanese. È tra i fondatori della rivista “Katundi Ynë”, nata nel 1970 e divenuta nel tempo il periodico più longevo e rappresentativo dell’Arbëria. In qualità di condirettore ha contribuito in modo determinante alla linea culturale della rivista, pubblicandovi saggi di storia, politica culturale, didattica, letteratura e critica, favorendo la diffusione di una coscienza identitaria condivisa tra le comunità arbreshë in Italia.
    Ha partecipato attivamente alla progettazione e all’allestimento del Museo Etnico Arbresh di Civita, inaugurato nel 1989 e successivamente rinnovato nel 2015 con l’introduzione di strumenti multimediali, oltre alla creazione di una biblioteca e di un’emeroteca specializzate. Il suo impegno si è espresso anche attraverso convegni, seminari e iniziative culturali volte alla tutela e alla promozione della minoranza arbëreshe, contribuendo a rafforzarne la visibilità e a sostenere la riscoperta dell’identità locale, anche in chiave turistica e di sviluppo del territorio.
    Fondamentale è stato il suo lavoro nella didattica della lingua arbëreshe, sperimentata nelle scuole con testi bilingui, drammatizzazioni teatrali, favole originali ed esercizi strutturati per favorire l’apprendimento di una lingua tradizionalmente orale. Il teatro, in particolare, è divenuto uno strumento privilegiato di recupero linguistico e culturale, coinvolgendo studenti, giovani e adulti.
    Autore prolifico, ha scritto numerosi testi teatrali in italiano e in arbëreshe, commedie bilingui, un testo drammatico storico, oltre a romanzi, raccolte di novelle, poesie, favole e racconti spesso ambientati nel suo paese d’origine. Ha inoltre curato una monografia storica su Civita in tre volumi e una vasta raccolta di aneddoti popolari, insieme a opere di ricerca ambientale e divulgazione.
    Nel complesso, la sua attività di docente, scrittore e operatore culturale è stata interamente dedicata alla difesa, alla trasmissione e alla crescita della cultura e della lingua arbëreshe in Calabria e in Italia, con l’obiettivo di garantire continuità e vitalità a una minoranza storica ricca di tradizioni e profondamente integrata nel contesto nazionale.

    Motivazione Premio
    Il premio Ostana 2026 viene conferito ad una personalità poliedrica che è insegnante, scrittore e commediografo.
    Vincenzo Bruno ha trascorso tutta la sua vita nel comprendere, approfondire e valorizzare la lingua e la cultura arbëreshe, raccogliendo la ricca tradizione nella trasmissione legata quasi esclusivamente alla forma orale, rinnovando il linguaggio letterario con una voce originale e contribuendo alla cultura e alla letteratura mediante tutti i generi letterari.
    Bruno si muove nel solco di tanti scrittori e poeti arbëreshe che in piccole comunità hanno tenuto vive la cultura e la lingua, e nel corso dei secoli hanno costituito spesso centri vitali di elaborazione culturale, con contributi fondamentali sia alla cultura della madrepatria d’origine, l’Albania, che alla cultura italiana.
    Nelle sue opere vanno evidenziati e apprezzati elementi come la struttura, la profondità psicologica, l’originalità, la qualità della scrittura e la capacità di affrontare temi difficili  senza retorica che costituiscono un valore letterario e formativo singolare.
    Il Premio Ostana Minoranze Linguistiche Storiche 2026 vuole riconoscere il pregio e la fondatezza del ricco percorso letterario ed umano di Vincenzo Bruno e vuole essere un augurio perché ancora per molti anni continui a operare nel sostegno e nella valorizzazione della lingua e della cultura arbëreshe.

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    Domitilla Dardi "Cucire universi"

    24/06/2026 | 21 min
    Domitilla Dardi
    "Cucire universi"
    Perché le arti minori e femminili non esistono
    Einaudi Editore
    www.einaudi.it

    Passaggi Festival, Fano
    Mercoledì 24 giugno 2026
    Domitilla Dardi
    "Cucire universi"
    www.passaggifestival.it

    La storia dell’arte visiva – soprattutto in Occidente e a partire dal Rinascimento – è caratterizzata da una visione nella quale il dominio di discipline quali pittura, scultura e architettura non è mai stato messo in discussione rispetto ad altre espressioni del fare. Si tratta di una precisa impostazione storiografica che ha portato alla separazione fra arti «maggiori» e «minori». Tuttavia, in questa visione dualista e gerarchica si viene a perdere un patrimonio di tecniche, applicazioni e conoscenze che non solo hanno avuto in passato una grande importanza nella cultura materiale, ma che sono portatrici di potenzialità espressive e produttive oggi piú che mai promettenti. Il pregiudizio su quale tecnica sia da valutare di maggiore valore rispetto a un’altra si unisce poi nella storia, molto spesso, a un altro tema: quello che relega alcune lavorazioni nell’ambito delle cosiddette discipline «femminili» (dando per sottinteso che esse siano secondarie e non professionali). Rileggere molte delle storie di queste tecniche – ceramica, cucito, maglieria, cucina, ricamo -, superandone i pregiudizi di genere e di disciplina, è l’occasione per scoprire nuovi sviluppi di conoscenze produttive millenarie. Culture progettuali che, oggi piú che mai, si stanno rendendo preziose in ambiti di ricerca tecnologicamente avanzati come quello medico e aerospaziale, oltre che nell’adozione di processi ecologici per diverse produzioni. Quella raccontata in Cucire universi non è quindi solo una controstoria del progetto, che restituisce importanza a protagonisti e opere discriminate da un pregiudizio storiografico e culturale, ma anche una ricognizione tra vicende passate e potenzialità presenti. In questi territori si possono scoprire metodologie, processi produttivi molto promettenti in termini funzionali ed ecologici, dove apprendere, ad esempio, che dalle tecniche di maglieria o di ceramica può nascere un nuovo modo per costruire un edificio, o che dai passaggi di una ricetta di cucina può derivare un processo gestionale di alta efficienza.

    Domitilla Dardi, nata a Roma nel 1970, è storica e curatrice di design. È stata curatrice per il design del MAXXI di Roma dal 2007 al 2023. Attualmente è docente nei corsi triennali e nei Master allo IED di Roma ed è stata visiting professor in diverse istituzioni, tra cui l'Universidad de Navarra a Pamplona, l'Accademia Abadir a Catania e il MADE Program di Siracusa. È co-fondatrice e curatrice della fiera del design d'autore EDIT Napoli. Scrive per diverse riviste di settore ed è autrice di numerosi monografie e saggi, tra cui il Manuale di storia del design, scritto con Vanni Pasca. Per Einaudi ha pubblicato Cucire universi. Perché le arti minori e femminili non esistono (2026).

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    Ines Cavalcanti "Premio Ostana"

    24/06/2026 | 17 min
    Ines Cavalcanti
    "Premio Ostana"
    www.premioostana.it

    Dal 25 al 28 giugno, Premio Ostana
    scritture in lingua madre
    ecrituras en lenga maire
    è un appuntamento con le lingue madri del mondo che ogni anno riunisce a Ostana, paese occitano di 85 abitanti in Valle Po ai piedi del Monviso, autori di lingua madre da tutto il mondo, per un festival della biodiversità linguistica.

    Es sus la talvèra qu’es la libertat
    La libertà sta sul margine – Joan Bodon
    La diciottesima edizione del Premio Ostana: Scritture in Lingua Madre si terrà dal 25 al 28 giugno 2026 a Ostana, trasformando il borgo occitano in un crocevia internazionale di letteratura, musica e cinema. Sotto il motto ispiratore "Es sus la talvèra qu’es la libertat" (È sulla frontiera che c’è la libertà), l’evento promosso da Chambra d’Oc celebra la ricchezza delle diversità linguistiche mondiali attraverso incontri, dibattiti e performance artistiche ospitate presso il Centro Polifunzionale “Lou Pourtoun”. Questa edizione vanta il prestigioso sostegno dell'UNESCO nell'ambito del decennio internazionale delle lingue indigene, oltre alla collaborazione con reti internazionali come ELEN e NPLD.
    Il programma si apre giovedì 25 giugno con una riflessione profonda sui diritti linguistici e sulle sfide poste dall'intelligenza artificiale alle lingue meno diffuse, esplorando se questa tecnologia possa rappresentare una nuova opportunità di tutela. Sabato 27 giugno sarà dedicato a temi cruciali come la decolonizzazione della conoscenza, con un focus sulla lingua Santali, e alla scoperta della cultura faroese e creola della Réunion. Il festival non è solo parola scritta, ma anche immagine e suono: il pubblico potrà assistere a proiezioni cinematografiche in lingua friulana, concerti di musica tradizionale basca e performance itineranti tra le borgate di Ostana che fondono teatro e musica.

    La diciottesima edizione del Premio Ostana: Scritture in Lingua Madre si terrà dal 25 al 28 giugno 2026 a Ostana, trasformando il borgo occitano in un crocevia internazionale di letteratura, musica e cinema. Sotto il motto ispiratore "Es sus la talvèra qu’es la libertat" (È sulla frontiera che c’è la libertà), l’evento promosso da Chambra d’Oc celebra la ricchezza delle diversità linguistiche mondiali attraverso incontri, dibattiti e performance artistiche ospitate presso il Centro Polifunzionale “Lou Pourtoun”. Questa edizione vanta il prestigioso sostegno dell'UNESCO nell'ambito del decennio internazionale delle lingue indigene, oltre alla collaborazione con reti internazionali come ELEN e NPLD.
    Il programma si apre giovedì 25 giugno con una riflessione profonda sui diritti linguistici e sulle sfide poste dall'intelligenza artificiale alle lingue meno diffuse, esplorando se questa tecnologia possa rappresentare una nuova opportunità di tutela. Sabato 27 giugno sarà dedicato a temi cruciali come la decolonizzazione della conoscenza, con un focus sulla lingua Santali, e alla scoperta della cultura faroese e creola della Réunion. Il festival non è solo parola scritta, ma anche immagine e suono: il pubblico potrà assistere a proiezioni cinematografiche in lingua friulana, concerti di musica tradizionale basca e performance itineranti tra le borgate di Ostana che fondono teatro e musica.

    L'edizione 2026 riconosce l'eccellenza di otto protagonisti della resistenza linguistica globale. Tra i premiati figurano Tétéreho Ali-Tagba per le lingue ewé e tem del Togo, André Robèr per il creolo della Réunion, Vincenzo Bruno per la lingua arbëreshe e Jean-Frédéric Brun per l'occitano. Il Premio Giovani è assegnato a Sripati Tudu per la lingua santali, mentre la sezione traduzione vede protagonista Luca Taglianetti per il faroese. Completano il palmarès Juan Mari Beltrán Argiñena per la musica basca e Dorino Minigutti per il cinema in lingua friulana. A ciascun autore sarà consegnata un'opera originale dello scultore e ceramista Michelangelo Tallone, simbolo della vitalità dello spirito del premio.
    La cerimonia ufficiale di premiazione si svolgerà domenica 28 giugno alle ore 14:30 e sarà trasmessa in diretta streaming per permettere la partecipazione di un pubblico globale.
    Per ulteriori informazioni e per consultare il materiale d'archivio delle edizioni passate, è possibile visitare il sito ufficiale del Premio Ostana o contattare l'Ufficio Stampa all'indirizzo premioostana@gmail.com o al numero +39 339 5252749.

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