In questa puntata si parte da una situazione già un po’ surreale: Gabriele che sparisce per settimane e poi riappare da Bra, in provincia di Cuneo, per la prima edizione di un festival dedicato solo agli sceneggiatori, organizzato da Stefano Sardo, tra ospiti internazionali e racconti di cinema scritti prima ancora che girati. E da lì, inevitabilmente, si finisce a parlare della cosa di cui parlano tutti, cioè il ritorno de I Cesaroni, con quella struttura a sketch velocissimi che lascia qualche dubbio. Poi, come sempre, si devia: tra racconti surreali di ricerche online finite male con Avvocato Ligas e visioni clandestine su schermi enormi, si passa ai film, con Licronin la Mummia, horror scritto male ma capace di diventare davvero disturbante quando ingrana. Si parla anche di The Long Walk, atteso e ancora da vedere, e di Alla festa della rivoluzione, ambizioso su D’Annunzio ma riuscito male. In mezzo ci sono serie improbabili come Roberta Valente notaio in Sorrento, universi condivisi di giuristi inventati, e film che invece funzionano davvero, come Il caso 137 e soprattutto Un anno di scuola, definito uno dei migliori italiani dell’anno. E alla fine, tra festival, battute e divagazioni, resta quell’idea per cui si può passare da una mummia posseduta a un teen movie senza problemi, e forse è proprio lì il bello.