Ingiustamente accusato di un massacro alla popolazione locale, il pilota militare Ben Richards viene condannato a partecipare al celebre e mortale gioco televisivo Running Man, dove le prede designate hanno un limite di tempo per sfuggire ai letali Sterminatori e salvarsi così la vita, in una corsa continua all'interno di un insidioso percorso.
Paul Michael Glaser, lo Starsky della serie tv, trae ispirazione dal romanzo di Richard Bachman, ovvero Stephen King, realizzando quest'opera d'azione ben poco fedele alla controparte letteraria, ma con la quale ci si diverte indubbiamente, trovandosi anche di fronte ad una delle migliori interpretazioni dello Schwarzy mondiale.
Figlia dei suoi tempi, questa pellicola vorrebbe anche trasmettere un messaggio sul potere dei media, in grado di distorcere qualsiasi verità e imbarbanare il pubblico con spettacoli di violenza e controllo, simbolo estremo di una tv spazzatura, che oggi è divenuta triste realtà.
Un giocattolone sì, ma fatto con passione e con la complicità di una buona colonna sonora, ottime scene action ed un cattivo di lusso come Damon Killian, impersonato dal vero conduttore televisivo Richard Dawson, che gigioneggia con la mitica voce di Sergio Fiorentini, mentre Arnoldo è reso ancora più grande dal doppiaggio di Massimo Foschi.
Orgogliosamente guilty pleasure, per quanto mi riguarda.