131 episodi
Come si studia il Mostro di Firenze | Quando sei con me il Mostro non c’è | Con Antonio Segnini
13/08/2026 | 2 h 12 minTutti hanno provato a spiegare il Mostro di Firenze partendo dalle prove. Antonio Segnini è partito dalle scene: le ha ricostruite fisicamente, una per una, per capire cosa i documenti non dicevano abbastanza chiaramente.
Da quindici anni studia il caso non dai libri altrui ma dagli atti, riga per riga, e da un metodo che pochi altri applicano con la stessa ostinazione. Da questo lavoro nasce una teoria che ribalta la storia giudiziaria del caso: non tre uomini dietro i delitti dei compagni di merende, ma uno solo, Giancarlo Lotti, autore materiale unico.
Segnini non è un criminologo di professione. È un informatico diventato ricercatore per ostinazione, che smonta pista per pista mezzo secolo di indagini — dalla pista sarda a Pacciani, dai compagni di merende alla pista esoterica dei mandanti — e ricostruisce al loro posto una cronologia diversa, fondata sulle menzogne di Lotti al processo, sul mistero della pistola del 1968 e su un'istanza depositata in Procura per il confronto dell'impronta trovata sull'auto del delitto di Vicchio.
In questa puntata si capisce perché la sua teoria divide: perché è costruita con un rigore che pochi le riconoscono apertamente, ma che nessuno riesce davvero a liquidare in due parole.
Come si studia il Mostro di Firenze è la rubrica di Podcast Don't Tell dedicata ai ricercatori che studiano questo caso con metodo e passione.
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© 2026 Podcast Don't Tell
Un progetto a cura di Vito Ferro https://www.youtube.com/@vitoferroCome si studia il Mostro di Firenze | Le storie attorno al Mostro | Con Bettina Ferretti
23/07/2026 | 1 h 44 minTutti studiano il Mostro a partire dal 1968, o dal 1974. Bettina Ferretti ha fatto un'altra scelta: è andata a cercare quello che c'era prima. Molto prima.
Due morti che la cronaca aveva archiviato e dimenticato: un venditore ambulante ucciso in un bosco del Mugello nel 1951, sulla strada che porta alla buca della Tassinaia, e una giovane donna trovata morta a Villacidro, in Sardegna, nel 1959 — un suicidio dalle tinte fosche, chiuso forse troppo in fretta. Il primo fatto porta il nome di Pietro Pacciani, il secondo quello di Barbarina Steri, prima moglie di Salvatore Vinci: il punto d'origine della pista sarda.
Bettina non è una romanziera e non vuole esserlo. È musicista, pittrice, ricercatrice: una che entra negli archivi di Stato, chiede i faldoni della Corte d'Assise, trascrive grafie illeggibili e non scrive una riga che non stia nelle carte. Parliamo del suo metodo, dei suoi libri — Corpus Domini, Un'aringa in tre, S'intrigu — del mondo contadino e arcaico da cui vengono i protagonisti di questa storia, e del suo giudizio su movente, indagati, condannati e mezzo secolo di aule di tribunale.
In questa puntata si capisce perché i suoi libri finiscono depositati in Archivio di Stato come documenti storici: perché sono costruiti come tali, un foglio alla volta, con la testardaggine di chi vuole restituire i fatti e non la leggenda.
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Un progetto a cura di Vito Ferro https://www.youtube.com/@vitoferroCome si studia il Mostro di Firenze | L'infanzia del Mostro | Con Simon Ciarlantini
16/07/2026 | 2 h 41 minSimon Ciarlantini ha fatto una scelta che la mostrologia ha quasi sempre evitato: non cercare il Mostro nell'uomo adulto delle piazzole, ma nel bambino che quell'uomo è stato.
La sua ricerca ha un luogo e un tempo precisi: un istituto per orfani del pratese, tra gli anni Trenta e Sessanta. Uno di quei collegi religiosi dell'Italia del dopoguerra dove la disciplina era punizione e la punizione era violenza — strutture rette da sacerdoti severi, alcune delle quali finite davvero davanti a un tribunale, con processi e condanne per i maltrattamenti inflitti ai bambini.
In questa conversazione parliamo del metodo: come si ricostruisce l'infanzia di un uomo senza nome, come si lavora su archivi, registri, cronache locali dimenticate. E poi entriamo nella sua ipotesi: un orfano cresciuto tra sevizie e umiliazioni, un'infanzia negata che diventa la matrice di qualcosa di mostruoso. Parliamo dell'Italia degli istituti, quella che nessuno voleva vedere, e di quanto quel mondo chiuso e impunito possa avere generato ciò che poi la cronaca ha chiamato Mostro.
Non è un episodio sulla colpa. È un episodio sull'origine — su quello che succede prima, molto prima, della prima piazzola.
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Ricerca e voce: Vito Ferro
https://www.youtube.com/@vitoferroCome si studia il Mostro di Firenze | L'iconografia del Mostro | con Giuseppe Di Bernardo
03/07/2026 | 1 h 37 minGiuseppe Di Bernardo conosce il Mostro di Firenze da dentro. Non come investigatore, non come giurista. Come narratore. Fumettista fiorentino, disegnatore di Diabolik dal 2002, è cresciuto a Firenze negli anni dei delitti e da allora non ha mai smesso di studiarli. Nel 2019 ha pubblicato Il Mostro di Firenze - Enigma senza fine, graphic novel nata da cinque anni di ricerca. Nel 2025 firma il saggio L'iconografia del Mostro nel Labirinto del Mostro di Firenze (Mimesis).
In questa conversazione parliamo di cosa significa leggere un caso irrisolto con gli occhi di chi lavora ogni giorno con immagini e storie. Del rapporto tra i delitti e l'immaginario popolare dell'epoca: lo slasher americano, il thriller all'italiana, i fumetti erotici e horror che circolavano nell'Italia degli anni Settanta e Ottanta. Del trailer di Maniac che passava nelle televisioni locali proprio negli anni della ripresa dei delitti. Del fumetto L'assassino del bisturi del 1982, il cui protagonista si chiama Angelo Farini, due anni prima che un anonimo si presentasse ai Carabinieri come il "fornaio Farini". Di un lavoro filologico preciso, condotto contattando uno per uno gli autori dimenticati di quelle pubblicazioni. E della tesi che chiude il suo saggio: forse il film del 1986 ha interrotto la serie di omicidi andando ad appagare, una volta per tutte, l'ego maligno di chi si celava dietro al Mostro.
Un narratore che ha messo il proprio mestiere al servizio di un caso che la macchina giudiziaria non è riuscita a chiudere.
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Ricerca e voce: Vito Ferro
https://www.youtube.com/@vitoferroCome si studia il Mostro di Firenze | Dentro i meccanismi delle inchieste | Con Daniele Piccione
04/06/2026 | 2 h 3 minDaniele Piccione conosce la macchina dello Stato da dentro. Giurista, consigliere parlamentare del Senato, ex capo dell'Ufficio di segreteria della Commissione antimafia. Ha seguito il procedimento disciplinare a carico del procuratore Giuliano Mignini — quello che ha condotto le indagini sul lago Trasimeno e su Narducci — e in quel lavoro ha avuto sotto mano un corpus documentale enorme sul caso del Mostro. È uno dei curatori de Il labirinto del Mostro di Firenze (Mimesis) e nel 2025 ha pubblicato La lunga notte dell'Idroscalo, dedicato al delitto Pasolini.
In questa conversazione parliamo di cosa significa studiare un caso irrisolto dall'interno delle istituzioni. Di come funziona davvero una commissione parlamentare d'inchiesta, cosa può fare e cosa non può fare. Del fascicolo Parretti: un documento del luglio 1982, citato una sola volta nella sentenza Rotella del 1989 e poi rimasto nell'oblio per oltre trent'anni, che Piccione ha recuperato dagli archivi della procura di Firenze lavorando con la Commissione antimafia della XVIII Legislatura. Di quel luglio del 1982 in cui qualcosa spinse le indagini verso i sardi in modo che non si è mai riusciti a spiegare del tutto. E poi di Pasolini — di cosa lega quel delitto alle zone d'ombra di questa Repubblica, e di cosa significa cercare la verità quando il tempo che ci separa da essa è tantissimo.
Un uomo che ha deciso di usare la conoscenza della macchina per guardare dove la macchina non è riuscita a guardare.
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Perché il true crime non è solo cronaca nera — è narrativa allo stato puro. È la storia di chi era lì, di chi ha mentito, di chi non è stato creduto. Di ciò che rimane quando la verità ufficiale non basta.
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