254 episodi
- Quanto è davvero sostenibile un giardino che dobbiamo continuamente potare, irrigare, concimare e correggere?
Durante il mio recente viaggio a Valencia mi sono ritrovato, inevitabilmente, a guardare il verde con gli occhi del giardiniere.
E tra l’Oceanogràfic e il grande Parco del Turia ho trovato molti spunti che mi hanno fatto riflettere.
Alberi lasciati crescere nello spazio necessario per diventare adulti.
Arbusti ed erbacee ben distanziati.
Prati coerenti con il clima mediterraneo.
Zone volutamente più naturali per favorire la biodiversità.
Soprattutto, ho avuto la sensazione di osservare spazi nei quali la manutenzione seguiva il progetto, invece di dover continuamente correggere gli errori fatti in partenza.
Ed è proprio da qui che parte questo episodio.
Perché spesso pensiamo alla sostenibilità come a qualcosa che viene dopo: consumare meno acqua, usare meno prodotti, ridurre le potature.
Ma un giardino sostenibile nasce molto prima.
Nasce quando scegli una pianta adatta al luogo, quando immagini quanto diventerà grande, quando le lasci lo spazio necessario e quando progetti pensando non soltanto all’effetto di oggi, ma a quello che accadrà tra dieci o vent’anni.
In questa puntata ti porto quindi con me tra i giardini di Valencia per parlare di progettazione, manutenzione, biodiversità e di una distinzione che considero fondamentale: quella tra un giardino lasciato andare e un giardino al quale viene consapevolmente lasciata libertà.
Perché forse il vero lusso di un giardino sostenibile non è averlo sempre perfettamente in ordine.
È non doverlo continuamente tenere in riga. - Hai mai pensato che un giorno potremmo essere noi mediterranei a insegnare agli inglesi come si fa un giardino?
Qualche giorno fa ho visto una cosa curiosa: un prato inglese completamente marrone.
Non in Toscana.
Non in Sicilia.
In Inghilterra.
Caldo e siccità avevano messo in crisi prati e piante abituati a un clima diverso.
E quella scena mi ha fatto pensare.
Per anni abbiamo guardato ai giardini inglesi come a un modello da copiare: prati verdi, grandi bordure, ortensie, rose, vegetazione rigogliosa.
Poi abbiamo provato a portare tutto questo anche da noi.
E quando il clima non collaborava?
Più acqua.
Più concime.
Più manutenzione.
Più soldi.
Forse, però, abbiamo fatto la domanda sbagliata.
Non dovremmo chiederci: “Come posso avere questo giardino nonostante il mio clima?”
La domanda potrebbe essere un’altra:“Quale giardino può diventare bellissimo proprio grazie al clima in cui vivo?
”In questo episodio di Giardino Futuro parlo di prati inglesi che diventano mediterranei, di piante capaci di vivere con caldo e poca acqua e di un modo diverso di pensare il giardino.
Un giardino che non deve stare attaccato alla flebo dell’irrigazione per tutta l’estate.
Un giardino bello, vivo e profumato, ma anche più stabile e semplice da gestire.
Perché forse il giardino del futuro non sarà quello che riesce a sopravvivere nonostante il clima.
Sarà quello che avrà finalmente imparato a vivere insieme al clima.
E se vuoi progettare o trasformare il tuo giardino partendo proprio da questo principio, puoi contattarmi per una consulenza. - Quanto ti costa davvero il tuo giardino?
Non parlo soltanto di denaro, ma anche dell’acqua che consuma, del tempo che richiede, dei continui tagli e di tutto ciò che sei costretto a comprare, utilizzare e poi smaltire.
In questo episodio ti invito a osservare il tuo giardino da una prospettiva diversa.
Un prato sempre verde, una siepe perfettamente geometrica o un’aiuola sempre pulita possono essere molto belli, ma quante risorse servono per mantenerli così?
E soprattutto: quel lavoro ti permette ancora di goderti il giardino oppure ti fa sentire continuamente in ritardo?
Ti parlerò della differenza tra un giardino che deve essere alimentato senza sosta e uno che, con il tempo, comincia a collaborare con te.
Vedremo perché foglie, sfalci e potature non sono necessariamente rifiuti, come le piante adatte al luogo possano ridurre la manutenzione e perché progettare rispettando i tempi della natura può farti risparmiare acqua, soldi e fatica.
Un giardino sostenibile non è uno spazio abbandonato e non è nemmeno un giardino nel quale non devi più fare nulla.
È un sistema ben pensato, nel quale puoi scegliere di lavorare per piacere, senza essere costretto a intervenire ogni fine settimana per non perderne il controllo.
Alla fine della puntata ti lascerò con una domanda semplice: il tuo giardino ti sta chiedendo sempre di più oppure ha già iniziato a restituirti ombra, fertilità, serenità e tempo?
Forse, per viverlo meglio, non hai bisogno di lavorare di più.
Hai bisogno di ripensarlo.
Se ti serve un aiuto contattami a robertomassai@giardinofuturo.it - Perché tanti giardini richiedono continuamente acqua, denaro, manutenzione e fatica?
Nella seconda parte dell’intervista riprendo la conversazione con Samuele Fanchin, giardiniere, progettista e appassionato ascoltatore di Giardino Futuro.
Partiamo dal rapporto con gli errori, quelli che vorremmo evitare ma che spesso ci insegnano più di qualsiasi corso.
Da lì il confronto si accende e ci porta dentro alcune delle contraddizioni più comuni del giardinaggio contemporaneo.
Giardini progettati come fossero salotti all’aperto, piante trattate come elementi d’arredo, terreni compattati dai mezzi, prati installati in piena estate, foglie eliminate per poi acquistare concimi e pacciamature.
Sono davvero queste le soluzioni migliori?
Con Samuele parliamo del valore dell’esperienza pratica, della differenza tra disegnare un giardino e accompagnarlo nella crescita, dell’importanza di rispettare il terreno, le stagioni e le necessità delle piante.
Affrontiamo anche il tema dei giardini mediterranei, dei dry garden, del consumo d’acqua e dei cambiamenti climatici.
Perché continuare a ripetere le stesse scelte potrebbe diventare non soltanto costoso, ma sempre meno sostenibile.
Un giardino ben progettato non dovrebbe renderti schiavo della manutenzione.
Dovrebbe diventare più autonomo, equilibrato e interessante con il passare del tempo.
In questa puntata scoprirai perché progettazione, realizzazione e manutenzione non possono essere considerate tre fasi separate e perché il vero lavoro del giardiniere comincia proprio quando le piante entrano nel terreno.
Ascolta la seconda parte dell’intervista a Samuele Fanchin e chiediti quanto del lavoro che fai ogni anno nel tuo giardino sia davvero necessario.
Se vuoi ridurre sprechi, errori e manutenzione, puoi richiedermi una consulenza per trovare soluzioni adatte al tuo clima, al terreno e al tuo modo di vivere il giardino.
Puoi scrivermi a robertomassai@giardinofuturo.it per commentare l’episodio, raccontarmi la tua esperienza o propormi un argomento da approfondire. - Un giardino deve essere soltanto bello da guardare oppure dovrebbe anche migliorare la tua vita?
In questa prima parte dell’intervista incontro Samuele Fanchin, giardiniere, progettista e accanito ascoltatore di Giardino Futuro.
Con Samuele nasce subito una conversazione sincera, ironica e senza troppi filtri.
Parliamo del suo percorso professionale, del rapporto profondo che ha sviluppato con le piante e di un modo di progettare il verde che parte da una domanda semplice: a che cosa serve davvero questo giardino?
Perché un prato perfetto, una siepe geometrica e qualche pianta scelta per fare scena possono anche impressionare da fuori.
Ma quanto sono utili per chi quel giardino dovrebbe viverlo ogni giorno?
Un piccolo spazio può attirare farfalle, api e uccellini, regalare profumi, colori e momenti di benessere.
Al contrario, anche un grande giardino può trasformarsi in una costosa vetrina da mantenere, senza offrire nulla in cambio.
In questa puntata parliamo di giardini vivi, biodiversità, progettazione sostenibile, bonsai, radici, osservazione delle piante e rapporto con i clienti.
E soprattutto proviamo a capire perché molti giardini siano diventati luoghi da mantenere invece che spazi da abitare.
Ascolta la prima parte dell’intervista a Samuele Fanchin e scopri un modo diverso di immaginare il giardino: non come semplice decorazione della casa, ma come luogo capace di riportarti a contatto con la natura.
Se vuoi trasformare il tuo spazio verde in un giardino più sostenibile, personale e semplice da gestire, puoi contattarmi per una consulenza.
Scrivimi anche a robertomassai@giardinofuturo.it per raccontarmi la tua esperienza, lasciare un commento o condividere il tuo punto di vista.
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Benvenuto nel Podcast che rivoluzionerà il giardinaggio in Italia.Sono Roberto Massai, dal 2006 aiuto persone e aziende a realizzare e gestire giardini sostenibili, senza sprechi né prodotti chimici.Condivido con te il mio sapere, esperienze, metodi collaudati per un giardinaggio consapevole e rispettoso dell'ambiente, in vista soprattutto dei cambiamenti climatici ormai in atto.Se, come me, ti senti più ospite che padrone della natura che ci circonda, farai bene a seguirmi.In questo Podcast capirai come il Giardinaggio possa giovare alle nostre vite.Abbandonando i falsi miti, i preconcetti, le vecchie credenze incomincerai a beneficiare della meraviglia che vive intorno a noi e della quale abbiamo l'onore e l'onere di essere custodi.Ti aspetta qualcosa di inedito e disarmante.Sei pronto?Buon ascolto.PS Iscriviti subito anche al gruppo Facebook "Giardino Futuro", entra nella community, interagisci con domande, pareri, esempi, condividi il tuo pensiero o esperienze.Puoi seguire anche altri miei contenuti su:YOUTUBE.......................https://bit.ly/RobertoMassaiNaturalGardensPagina FACEBOOK.........https://www.facebook.com/roberto.massai.74INSTAGRAM....................https://www.instagram.com/roberto.massai/TELEGRAM.....................https://t.me/giardinofuturo
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