249 episodi
- Il giardino che stai curando rappresenta davvero ciò che desideri oppure segue un modello che hai ereditato senza mai metterlo in discussione?
In questo episodio di Giardino Futuro ti invito a guardare oltre le piante, il prato e le siepi, per osservare le idee che guidano ogni tua scelta.
L’idea che un giardino debba essere sempre ordinato, che le foglie a terra siano sporcizia, che il prato debba rimanere verde tutto l’anno o che una siepe debba avere una forma perfetta.
Molte di queste convinzioni non nascono dai tuoi bisogni.
Arrivano dalla famiglia, dalla tradizione, dalle riviste, dalla pubblicità e da un modello di giardino basato sul controllo della Natura.I
l risultato può essere uno spazio bello da vedere, ma dipendente da acqua, concimi, trattamenti, tagli e potature continue.
Un giardino che ti chiede sempre qualcosa e che, invece di offrirti piacere, si trasforma in una lista infinita di lavori.
Ti parlerò di come riconoscere questo modello ereditato e di come iniziare a trasformarlo senza cancellare tutto.
Puoi ridurre il prato, lasciare una zona meno sfalciata, accettare qualche foglia sul terreno, scegliere piante più adatte, coprire il suolo e dare maggiore libertà alle forme naturali.Non esiste un solo modo corretto di fare giardino.
Esistono però scelte più o meno coerenti con il clima, il terreno, le risorse disponibili e il tempo che vuoi dedicare alla manutenzione.
Il giardino che hai ricevuto racconta da dove vieni.
Quello che deciderai di trasformare potrà raccontare dove vuoi andare.
Se senti che il tuo giardino non ti rappresenta più, richiede troppe energie o non sai da dove iniziare per renderlo più sostenibile e semplice da vivere, scrivimi a robertomassai@giardinofuturo.it
Partiremo dal tuo spazio, dal luogo in cui vivi e dal rapporto che desideri costruire con il giardino, senza imporre un modello già pronto. - Vuoi realizzare un giardino anche senza essere un esperto e senza affidare ogni cosa a qualcun altro?
In questo episodio ti racconto la storia di Pietro, un ascoltatore di Giardino Futuro che ha deciso di passare dalle idee all’azione.
Pietro partiva da uno spazio difficile: un terreno sassoso, povero, quasi simile a un piazzale. Non aveva esperienza con le piante e temeva di scegliere soluzioni standard, costose e poco adatte al luogo.
Per questo mi ha chiesto una consulenza.
Dopo aver scoperto che abitavamo vicini, abbiamo trasformato la consulenza in un piccolo percorso di tutoraggio.
L’ho aiutato a osservare il terreno, scegliere le piante e disporle nel giardino.
Lui ha preso pala, zappa e piccone e ha realizzato gran parte del lavoro con le proprie mani.
Abbiamo rispettato il terreno esistente, evitato interventi inutili e scelto piante mediterranee, resistenti alla siccità e capaci di attirare insetti e farfalle. Il risultato non è stato soltanto un nuovo giardino.
Pietro ha imparato a conoscere le piante, a osservare ciò che accade e a sentirsi più autonomo nella gestione dello spazio.
In questa conversazione parliamo anche di costi, risparmio, irrigazione, biodiversità, manutenzione e dell’importanza di realizzare un giardino per gradi.
Pietro racconta di aver risparmiato circa il 50% rispetto ad altre soluzioni, ma soprattutto di aver investito nelle proprie capacità.
La sua esperienza dimostra che non devi fare tutto da solo, ma neppure delegare ogni scelta. Puoi farti guidare, imparare lavorando e costruire un giardino che senti davvero tuo.
Perché un giardino non nasce soltanto quando compri delle piante.
Nasce quando inizi a osservare il luogo, accetti di darti tempo e trovi il coraggio di mettere le mani nella terra. - Un giardino vivo non sempre è ordinato, prevedibile e perfetto.
A volte è spettinato.
A volte ti sorprende.
A volte fa nascere una pianta dove non l’avevi prevista.
E spesso ti insegna una cosa che noi esseri umani facciamo fatica ad accettare: non tutto va controllato
In questa seconda parte dell’intervista con Alberto e Stefania continuiamo una chiacchierata intensa, sincera e molto concreta sul futuro del giardinaggio.
Partiamo dal giardino naturale e arriviamo a parlare di lavoro, collaborazione tra professionisti, clienti, errori, prato sintetico, acqua, ombra, orto, piante spontanee e perdita di competenze antiche.
Perché il giardino, alla fine, non è solo uno spazio verde da sistemare.
È un modo per capire che rapporto abbiamo con la Natura, con il tempo, con la pazienza e con quello che vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi.
Se hai un giardino, un terrazzo o anche solo il desiderio di vivere il verde in modo più semplice, sano e sostenibile, questa puntata può darti molti spunti utili.
E magari può farti guardare con occhi diversi anche quella pianta nata da sola in un angolo, che fino a ieri chiamavi “erbaccia”.
Se vuoi raccontarmi la tua esperienza, farmi una domanda o condividere un tuo parere, scrivimi a robertomassai@giardinofuturo.it.
Puoi contattarmi alla stessa email anche per richiedere una consulenza sul tuo giardino.
Sono Roberto Massai e questo è Giardino Futuro. - In questa puntata di Giardino Futuro ti porto dentro una chiacchierata molto concreta con Alberto e Stefania, una coppia nella vita e nel lavoro, che progetta e realizza giardini con le mani nella terra e lo sguardo rivolto alla Natura.
Partiamo da una frase che sembra semplice, ma dice tantissimo: spesso, nel dubbio, è meglio stare fermi.
Sì, perché molte volte il problema del giardino non è la mancanza di cura.
È l’eccesso di cura.
Troppa acqua, troppi tagli, troppe potature, troppa voglia di sistemare ogni foglia fuori posto.
Parliamo di pollice nero, di clienti che vedono il verde come un arredo, di progettisti che disegnano senza conoscere davvero le piante, di giardini pensati solo per fare scena e di quella strana mania di voler controllare la Natura come fosse il soggiorno di casa.
Con Alberto e Stefania ragioniamo anche sul valore dell’osservazione, sulla differenza tra un giardiniere vero e uno che fa solo pulizia, sul tempo che serve a un giardino per maturare e su quanto sia importante scegliere piante adatte al luogo, al clima, al terreno e alla vita reale di chi dovrà prendersene cura.
Perché un giardino sostenibile non deve essere sostenibile solo per l’ambiente.
Deve esserlo anche per te: meno fatica, meno sprechi, meno costi inutili, meno ansia.
Se hai un giardino, un terrazzo o anche solo qualche vaso che ti mette in crisi, questa puntata può aiutarti a cambiare prospettiva.
Magari scoprirai che il primo passo per avere un verde più sano non è fare di più.
È imparare a fare meglio. - In questo episodio di Giardino Futuro ti porto dentro una lunga chiacchierata con Alessandra Corradini di Paesaggio Studio.
Parliamo di verde pubblico, giardini privati, progettazione, manutenzione, formazione e di tutti quegli errori che spesso trasformano un giardino in una fatica continua: siepi sbagliate, prati fuori contesto, pronto effetto, piante messe troppo vicine, mode copiate senza pensare al clima e al luogo.
Con Alessandra ragioniamo anche sul rapporto tra progettisti, giardinieri e clienti, sulla necessità di unire esperienza pratica e cultura del giardino, e sul valore della pazienza.
Perché un giardino non nasce finito.
Cresce, cambia, sbaglia strada, si corregge e diventa davvero interessante solo se impari ad ascoltarlo.
Questa volta faccio un’eccezione: invece di dividere l’intervista in più episodi, te la lascio lunga, ricca e completa.
Puoi ascoltarla tutta d’un fiato o a piccoli sorsi, come preferisci.
Se vuoi ripensare il tuo giardino in modo più semplice, sano e sostenibile, puoi richiedere una mia consulenza.
E se vuoi raccontarmi la tua esperienza, farmi una domanda o condividere un parere, scrivimi a robertomassai@giardinofuturo.it.
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Benvenuto nel Podcast che rivoluzionerà il giardinaggio in Italia.Sono Roberto Massai, dal 2006 aiuto persone e aziende a realizzare e gestire giardini sostenibili, senza sprechi né prodotti chimici.Condivido con te il mio sapere, esperienze, metodi collaudati per un giardinaggio consapevole e rispettoso dell'ambiente, in vista soprattutto dei cambiamenti climatici ormai in atto.Se, come me, ti senti più ospite che padrone della natura che ci circonda, farai bene a seguirmi.In questo Podcast capirai come il Giardinaggio possa giovare alle nostre vite.Abbandonando i falsi miti, i preconcetti, le vecchie credenze incomincerai a beneficiare della meraviglia che vive intorno a noi e della quale abbiamo l'onore e l'onere di essere custodi.Ti aspetta qualcosa di inedito e disarmante.Sei pronto?Buon ascolto.PS Iscriviti subito anche al gruppo Facebook "Giardino Futuro", entra nella community, interagisci con domande, pareri, esempi, condividi il tuo pensiero o esperienze.Puoi seguire anche altri miei contenuti su:YOUTUBE.......................https://bit.ly/RobertoMassaiNaturalGardensPagina FACEBOOK.........https://www.facebook.com/roberto.massai.74INSTAGRAM....................https://www.instagram.com/roberto.massai/TELEGRAM.....................https://t.me/giardinofuturo
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