In questa puntata di Ager Cultura, affrontiamo una verità scomoda: l’Italia ha perso il suo storico secondo posto come produttore mondiale di olio d’oliva, superata dalla Tunisia. Analizziamo i dati del Financial Times e le stime di una produzione tunisina record che tocca le 400mila tonnellate, spinta da massicci investimenti. Tutto ciò ha un prezzo per noi consumatori e per le nostre produzioni interne. Una riflessione profonda non solo sulla qualità, ma sui costi sociali, di biodiversità e sulla mancanza di standard europei e sistemi di rintracciabilità nei paesi importatori. Un invito a guardare oltre il prezzo basso e a difendere il nostro patrimonio di oltre 500 varietà, perché un olio a 5 euro non può garantire la nostra salute né le regole etiche del nostro Paese.
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