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Straripamento mentale di un disadattato

KaJu
Straripamento mentale di un disadattato
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  • Straripamento mentale di un disadattato

    31-01-26 PodCast Diario - "Gli uccelli", "Barbarella", "Intrigo internazionale", "La finestra sul cortile", "Notorious", ecc...

    31/01/2026 | 1 h 47 min
    Questo è il PodCast diario, la lista con aneddoti e pensieri miei, di tutta la roba letta/vista/guardata/fotografata/disegnata/videogiocata/ecc... nell' ultimo periodo (da me).

    Instagram: @MentreLeggo | @NaturaStramorta | @RitrattiKJ | @DisegniKJ
    FaceBook: ChirurgiaGrafica | KaJuMOTU
    YouTube: @KaJuMOTU | @StraripamentoMentale

    Videogiochi: "Zone of the Enders 2" (PS2 su PS2)

    Fumetti: "L' uomo che visse due volte" (Dylan Dog)

    Film: "Predator - Badlands" (2025), "Notorious - L'amante perduta" (1946), "La donna che visse due volte - Vertigo" (1958), "La finestra sul cortile" (1954), "Intrigo internazionale" (1959), "Gli uccelli" (1963), "Barbarella" (1968).

    Libri: "La divina commedia - Riscrittura interpretativa in prosa e per tutti" (Dante Alighieri, Luciano Corona).
  • Straripamento mentale di un disadattato

    24-01-26 Predator: Badlands (2025) – Un flop da 105 milioni: Come la Disney ha snaturato la saga

    24/01/2026 | 36 min
    Nel podcast del 24 gennaio 2026 ho parlato di Predator: Badlands, film del 2025 diretto da Dan Trachtenberg, già regista di Prey e ormai figura centrale nella gestione del franchise. Badlands è il capitolo con il budget più alto dell’intera saga, circa 105 milioni di dollari, ma nonostante questo è stato un fallimento commerciale, fermandosi a poco più di 184 milioni, una cifra che non copre realmente costi e promozione. Un dato che stona se confrontato con il primo Predator dell’87, ancora oggi il più redditizio in rapporto all’investimento, o con Alien vs Predator, che con un budget più contenuto riuscì comunque a funzionare.
    Su IMDb ho assegnato al film un 7, un voto che fotografa una confezione tecnica solida ma che non restituisce fino in fondo la mia delusione. Dal punto di vista produttivo non c’è nulla da rimproverare: fotografia curata, montaggio fluido, nessun problema evidente. Il vero nodo è l’assenza totale di originalità. La storia segue il solito schema del gruppo di disadattati che diventa famiglia, un modello narrativo visto e rivisto ovunque, accompagnato da un umorismo adolescenziale tipicamente americano che finisce per appiattire tutto.
    Gran parte della responsabilità, secondo me, è da attribuire alla gestione Disney. Per la prima volta un film di Predator non è vietato ai minori e questa scelta ha cancellato quasi del tutto la componente horror e violenta che definiva l’identità della saga. Il Predator non è più il nemico, ma il protagonista, e la sua razza viene profondamente umanizzata. Da cacciatore alieno che incarnava un equilibrio inquietante tra ferinità e tecnologia, diventa un emarginato giudicato debole dai suoi simili, con scene emotive in cui soffre, urla e piange la morte del fratello. Una versione del personaggio che ho definito ironicamente “shakespeariana” e che risulta incoerente con una società che dovrebbe basarsi esclusivamente sulla forza. È un po’ come trasformare uno squalo in un eroe positivo.
    Accanto a lui c’è un androide molto simile a quelli della saga di Alien, con aspetto femminile e comportamenti programmati per simulare l’umanità. Il problema è che si comporta come una ragazza del XXI secolo, pur trovandosi su un pianeta alieno dove non esistono esseri umani. Fa battute comiche che il Predator, per cultura e natura, non può nemmeno comprendere. Una caratterizzazione che risulta fastidiosa e fuori luogo, soprattutto per chi ama davvero la saga. Come se non bastasse, nel gruppo compare anche una mascotte pucciolosa dagli occhioni enormi, un elemento che sa chiaramente di merchandising e di approccio Disney.
    La trama ruota attorno all’esilio del Predator, deciso a riscattarsi cacciando una creatura leggendaria, una sorta di rinoceronte alieno praticamente invincibile, capace di rigenerarsi come Wolverine. Durante la caccia incontra l’androide, privo di gambe, e accetta di aiutarla in cambio di indicazioni. In realtà gli androidi hanno una missione segreta: catturare l’animale vivo per studiarne la rigenerazione cellulare, un segreto che interessa agli umani. Il finale però cade in una grave incoerenza logica, perché per salvarsi l’androide finisce per uccidere la creatura con delle bombe criogeniche, negando completamente la sua missione primaria e la sua stessa natura di macchina sacrificabile.
    Tutto questo si inserisce in un discorso più ampio sull’appiattimento del cinema di genere contemporaneo. Oggi film diversissimi sulla carta, da Superman ai Maestri dell’Universo, sembrano avere tutti lo stesso linguaggio visivo, la stessa fotografia, lo stesso suono industriale
  • Straripamento mentale di un disadattato

    20-01-26 PodCast Diario - "Stranger Things", "Perfect Blue", "Planet Hulk", ecc...

    20/01/2026 | 1 h 28 min
    Questo è il PodCast diario, la lista con aneddoti e pensieri miei, di tutta la roba letta/vista/guardata/fotografata/disegnata/videogiocata/ecc... nell' ultimo periodo (da me).

    Instagram: @MentreLeggo | @NaturaStramorta | @RitrattiKJ | @DisegniKJ
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    Videogiochi: "Zone of the Enders 2" (PS2 su PS2), "Alan Wake remastered" (Amazon Luna).

    Serie TV: "Superman e Lois" (tutte le stagioni), "Watchmen" (2019), "Stranger Things" (5° stagione).

    Film: "Bed Time" (2011), "Planet Hulk" (2010), "Parasite Dolls" (2002), "Perfect Blue" (1997).
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    06-01-26 Bed Time (2011) - L'Invidia del Sorriso: Diario di un Sociopatico

    06/01/2026 | 39 min
    L'autore del podcast recensisce con entusiasmo il film spagnolo del 2011 Bed Time, diretto da Jaume Balagueró e scritto dall'italiano Alberto Marini. La pellicola segue le vicende di un portiere di condominio sociopatico che trae piacere esclusivamente nel rovinare la felicità altrui, agendo nell'ombra per non essere scoperto. L'analisi si sofferma sulla struttura narrativa disturbante, evidenziando come il protagonista si introduca segretamente negli appartamenti per narcotizzare e manipolare i residenti. Viene sottolineata la capacità del regista di generare una forte dissonanza cognitiva nello spettatore, che si ritrova a tifare per un personaggio crudele durante i momenti di tensione. La fonte elogia la qualità artistica dell'opera, definendola un thriller psicologico originale che riesce a sorprendere grazie a rivelazioni graduali e un finale cinico e non convenzionale. Infine, viene consigliata la visione per la capacità del film di gestire il ritmo del colpo di scena pur mantenendo un budget contenuto.
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    03-01-26 Superman & Lois - Basta film per bambini: Ecco il Superman che stavo aspettando

    03/01/2026 | 58 min
    Questo podcast analizza l'intera serie Superman & Lois, descrivendola come un’opera sorprendente che supera i pregiudizi iniziali legati al cast e alla narrazione televisiva supereroistica. L'autore esplora l'evoluzione delle quattro stagioni, lodando la scelta di focalizzarsi sulle dinamiche familiari e sul realismo nel trattare temi profondi come la malattia di Lois. Nonostante alcune critiche alla regia e a sottotrame secondarie meno avvincenti, il prodotto viene considerato superiore alle recenti versioni cinematografiche per la sua maturità. Il commento si sofferma sulla potenza emotiva del finale di serie e sulla riuscita caratterizzazione di un Superman veterano e vulnerabile. Viene inoltre evidenziato come lo show si distacchi dall'universo televisivo Arrowverse per mantenere una propria identità indipendente e solida. In sintesi, la fonte promuove la serie con un voto di sette, apprezzandone la capacità di umanizzare l'archetipo dell'eroe.

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Su Straripamento mentale di un disadattato

Solitamente registro o PodCast-Diario (la lista, con pensieri personali, sull'ultima roba letta/guardata/giocata/fotografata/ecc...) o PodCast-Camminata (mentre passeggio chiacchiero su varie tematiche). Secondo il dizionario Garzanti (che ci va più leggero rispetto al Treccani), posso definirmi tranquillamente come "Disadattato". Disadattato: Si dice di persona che non si è adattata all’ ambiente sociale che lo circonda, con il quale vive in costante conflitto. Con l' aggravante di provarne soddisfazione, preciso. Ah... dimenticavo, chiamatemi pure "KaJu". (@KaJu_KJ su Telegram)
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