Inverno 2019. Sono passati sei anni da uno dei più grandi successi della Disney recente, Frozen e la sua Let It Go. Peccato che, citando il sommo poeta Lauro: “ci son cascati di nuovo”. Così, si torna al cinema per il suo sequel: Frozen 2. Il segreto di Arendelle. Neve, canzoni e un protagonista maschile con meno impatto narrativo della sua renna: che cosa può andare storto?
Da un punto di vista economico, niente: il film incassa 1,45 miliardi di dollari (ossia il PIL delle Isole di Samoa) e all’incirca 15 milioni più del suo prequel. Ma i più attempati in sala potrebbero aver notato qualcosa di strano. Una sensazione che, man mano che la storia prosegue, si fa sempre più impellente: ma… i personaggi non hanno imparato niente dal film precedente?
La linea narrativa è molto diversa rispetto al primo, così da attenuare un po’ la sensazione di déjà-vu, ma… tutti i conflitti che portano avanti la storia sono gli stessi del primo film. Anna che non pensa prima di agire, Elsa che non si fida di nessuno, Kristoff… no, niente, lui continua a essere inutile.