Sotto al cofano

Renato Cubo, Giorgio Alloisio
Sotto al cofano
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10 episodi

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    Frozen 2 e l'amnesia selettiva #10

    10/05/2026 | 11 min
    Inverno 2019. Sono passati sei anni da uno dei più grandi successi della Disney recente, Frozen e la sua Let It Go. Peccato che, citando il sommo poeta Lauro: “ci son cascati di nuovo”. Così, si torna al cinema per il suo sequel: Frozen 2. Il segreto di Arendelle. Neve, canzoni e un protagonista maschile con meno impatto narrativo della sua renna: che cosa può andare storto?
    Da un punto di vista economico, niente: il film incassa 1,45 miliardi di dollari (ossia il PIL delle Isole di Samoa) e all’incirca 15 milioni più del suo prequel. Ma i più attempati in sala potrebbero aver notato qualcosa di strano. Una sensazione che, man mano che la storia prosegue, si fa sempre più impellente: ma… i personaggi non hanno imparato niente dal film precedente?
    La linea narrativa è molto diversa rispetto al primo, così da attenuare un po’ la sensazione di déjà-vu, ma… tutti i conflitti che portano avanti la storia sono gli stessi del primo film. Anna che non pensa prima di agire, Elsa che non si fida di nessuno, Kristoff… no, niente, lui continua a essere inutile.
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    Lost. Il pacco regalo vuoto #09

    26/04/2026 | 16 min
    Settembre 2004. Debutta Lost su ABC. Un aereo si schianta su un’isola misteriosa. Un orso polare ai tropici. Un mostro di fumo nero. Bunker sotterranei. Persone immortali. Una ruota che muove l’isola.
    Per sei stagioni il mondo intero si chiede: “Cosa significa tutto questo?” Forum online esplodono di teorie. Nasce una wikipedia apposita (Lostpedia). Vengono fatte analisi frame per frame. Si cercano connessioni impossibili.
    Maggio 2010. Finale di serie. E la risposta è... niente. O meglio la risposta degli autori è stata: “Era sul viaggio, non sulla destinazione!” e “I personaggi erano la vera storia!”
    Milioni di spettatori si sentono presi in giro.
    Questo è il pacco regalo vuoto. Bellissimo da scartare. Carta lucida, fiocco perfetto, peso promettente. Ma quando lo apri: aria.
    Chi ti ha fatto il regalo dice: “Sì ok, ma quanto è stato bello scartarlo?”
    E bisogna anche dargli ragione.
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    Don't Look Up - Satira per chi non vuol pensare #08

    12/04/2026 | 15 min
    Dicembre 2021. Don’t Look Up esce su Netflix. Adam McKay, quello de “La Grande Scommessa”. Cast stellare. I personaggi interpretati da Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence scoprono una cometa che distruggerà la Terra in sei mesi. Cercano di avvertire tutti, ma si scontrano con politici incompetenti, media che parlano solo di gossip e miliardari tech megalomani. Una satira sul cambiamento climatico mascherata da film sulla cometa. Il film più visto su Netflix in quel Natale. Tutti ne parlano. “Finalmente qualcuno dice le cose come stanno!” “Una metafora perfetta!” “Geniale!”
    Non tutti però. C’è chi dice: “Ma dove è la metafora? Questo è un PowerPoint con gli attori”.
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    One Piece nuota, mentre Disney affoga #07

    29/03/2026 | 15 min
    Nel 2023 Netflix lancia il live action di One Piece. Eiichiro Oda, il mangaka che ha dedicato la sua vita a costruire uno dei franchise più amati del pianeta, guarda il risultato e dice di essere soddisfatto. Il fandom di One Piece (che come tutti i fandom tende a essere sempre critico e conservatore verso operazioni di questo tipo) riconosce lo spirito dell’opera. Chi non aveva letto il manga inizia a leggerlo o a recuperarsi l’anime. Niente di tutto questo è scontato.
    Stesso anno. Disney lancia il live action de La Sirenetta. Qualche polemica prima dell’uscita, il film incassa 569 milioni - andando in perdita - e poi scompare. Non se ne parla più. Non ha creato fan nuovi. Non ha fatto tornare quelli vecchi. È evaporato come l’acqua di mare sulla pelle d’estate. Due adattamenti da 2D a carne e ossa. Risultati opposti.
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    Chi ha cambiato canale? #06

    15/03/2026 | 17 min
    Il tempo è denaro. Stavolta non è un modo di dire. Smetti di invecchiare a 25 anni, ma un orologio sul braccio comincia il conto alla rovescia. Se finisce il tempo, muori. Il caffè costa quattro minuti. L’affitto costa mesi. I poveri corrono perché ogni secondo conta. I ricchi camminano lentamente perché hanno secoli davanti.
    2011. Andrew Niccol (quello di Gattaca,The Truman Show, The Terminal, Lord of War), porta questa idea al cinema. Si chiama “In Time”. Justin Timberlake, Amanda Seyfried, Cillian Murphy. Un’idea che nell’ambito fantascientifico che vale oro.
    I primi 50 minuti sono una meraviglia di worldbuilding. Vivere col tempo come unica moneta rende tutto drammatico e frenetico. E si arriva al punto che la madre del protagonista muore perché il biglietto dell’autobus è aumentato di due ore. Muore a pochi passi da suo figlio, che le corre incontro col braccio teso per trasferirle del tempo. Non ce la fa per tre secondi. È una scena potentissima e chi l’ha vista se la ricorda. E chi non l’ha vista, adesso ce l’ha spoilerata.

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Su Sotto al cofano

Un'officina per storie conosciute ma che fanno rumori strani sotto al cofano. A volte il problema è un bullone allentato. Altre volte l'intero motore. Massimo rispetto per chi guida, zero pietà per chi ha montato male i pezzi.https://substack.com/@sottoalcofano?
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