Nel 2002, una ragazza di 13 anni entra in una chat online come fanno milioni di adolescenti.
Dall’altra parte dello schermo, qualcuno sembra capirla, ascoltarla, esserle vicino.
Ma non è chi dice di essere.
Questa è la storia di Kacie Woody, uno dei primi casi documentati in cui un predatore ha usato Internet per manipolare, adescare e uccidere una vittima.
Kacie vive in Arkansas, è solare, intelligente, piena di sogni. Usa le chat per parlare con amici e conoscerne di nuovi. È lì che incontra un ragazzo che si presenta come un adolescente… ma in realtà è un uomo di 47 anni che costruisce lentamente una rete di bugie per conquistarne la fiducia.
Giorno dopo giorno, quel legame virtuale diventa sempre più intenso.
Fino a quando, una sera, Kacie scompare.
Quello che succede nelle ore successive è rapido, brutale e lascia un segno profondo: un’indagine che coinvolge l’FBI, una corsa contro il tempo… e un epilogo tragico che sconvolge un’intera comunità.
Questo caso non è solo un omicidio.
È un punto di svolta.
Un caso che ha mostrato al mondo, per la prima volta in modo evidente, quanto Internet potesse diventare pericoloso nelle mani sbagliate.