Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

Ultimo episodio
720 episodi
- «Uscendo di là»: dobbiamo intendere che Gesù lascia la scena precedente a Gennèsaret, dove aveva avuto luogo la disputa con i farisei venuti da Gerusalemme. Si ritira, dice Matteo, che con questo verbo segnala non un semplice spostamento, ma anche l’avvertenza di un pericolo, un’intenzione di nascondersi. «Verso le regioni di Tiro e di Sidone», cioè verso un territorio fenicio e pagano. Ciononostante, l’indicazione geografica rimane molto generica: è descritto un movimento in direzione di Tiro e Sidone, ma non è detto che Gesù raggiunga tali città. Al contrario, si dice che la donna era «uscita da quei confini». Gesù e la donna si incontrano, per così dire, a metà strada tra la terra d’Israele e il territorio cananeo, cioè pagano: entrambi sono accomunati da un movimento di uscita. Gesù si è ritirato, sì, ma si trova tuttora in terra d’Israele e non ha alcuna intenzione di varcarne la frontiera. Al contrario, non si sente inviato che alla casa d’Israele, alle sue pecore perdute. È la donna, perciò, che prende l’iniziativa, gli va incontro e lo riconosce subito come il Messia, il «Figlio di Davide». Questo ci ricorda il programma davidico-messianico di assicurare a tutti i figli d’Israele una pagnotta per ciascuno (cfr. 2Sam 6,19). Garantire il pane equivale a dare la vita. La donna chiede la guarigione, cioè la vita, per sua figlia. Gesù non le risponde neppure una parola. Il suo atteggiamento è di estrema severità, si direbbe quasi insensibile. Sono i discepoli, in questo racconto, a sembrare più umani e a pregare Gesù che almeno le rivolga una parola di congedo. A questo punto viene la dichiarazione programmatica del v. 24: Gesù non vuole interessarsi dei pagani, non si ritiene inviato a loro. Ma la donna insiste e Gesù questa volta le risponde, però sempre in maniera negativa: non si può gettare ai cani il pane destinato ai figli. La donna accetta questa prospettiva di esclusa, di chi non ha alcun diritto: «È vero, Signore». Ma, con una finezza che rivela un grande intuito di fede, un grande intuito del cuore di Gesù, si dichiara disposta, proprio come i cagnolini, a mangiare anche solo le briciole. Le briciole, ossia non tutto, ma soltanto il di più, ciò che avanza, che rimane non consumato dai convitati e cade dalla tavola. E noi ci ricordiamo che, già nella prima moltiplicazione dei pani, non solo erano stati sfamati tutti i presenti, ma erano state raccolte dodici ceste piene di pezzi avanzati. Quello che la donna cananea percepisce, lo ripeto, con grande intuito, è che al banchetto del Regno il pane non è contato: ce n’è in sovrabbondanza per tutti e nessuno corre il rischio di rimanerne senza. Questo, ovviamente, lo sa bene anche il Signore. Il suo atteggiamento non è quindi governato da una riserva, dal timore che il pane possa non bastare per tutti: egli è mosso piuttosto dall’obbedienza a tempi e momenti iscritti nel sapiente disegno del Padre. Ma l’intuizione della donna, forse, chiarisce a Gesù stesso che i tempi si stanno avvicinando, quando anche i cagnolini saranno ammessi nella sala del banchetto. Per questo egli elogia la sua fede: la fede di chi sa accontentarsi delle briciole e al quale, invece, il Signore dona il pane. (da A. Mello, Evangelo secondo Matteo, Qiqajon, Magnano 1995, pp. 282-284).
- In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, - disse la donna - eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita. - (ANNO B-C)
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: "È un fantasma!" e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: "Coraggio, sono io, non abbiate paura!".
Pietro allora gli rispose: "Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque". Ed egli disse: "Vieni!". Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!". E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?".
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: "Davvero tu sei Figlio di Dio!".
Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.
(ANNO A)
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 15,1-2.10-14
In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: "Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!".
Riunita la folla, Gesù disse loro: "Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l'uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l'uomo!".
Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: "Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?".
Ed egli rispose: "Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!". - Da alcuni giorni la liturgia ci accompagna con le pagine del profeta Geremia. Oggi ascoltiamo una profezia riguardante la guida del popolo santo: «Il loro capo sarà uno di essi… Io lo farò avvicinare ed egli si accosterà a me. Poiché chi è colui che arrischia la vita per avvicinarsi a me? Oracolo del Signore». La liturgia suggerisce un significativo parallelo tra questo oracolo e la vocazione di Pietro. Nel Vangelo vediamo infatti l’Apostolo ispirato a rischiare la vita per avvicinarsi a Gesù che cammina sul mare. Pietro gli dice: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque!». E, scendendo dalla barca, si mette davvero a camminare sulle acque. È un gesto che significa affidare la propria vita alla parola di Cristo. Il pericolo si manifesta quando, vedendo la forza del vento, Pietro si lascia prendere dalla paura e comincia ad affondare. Chi è chiamato a una responsabilità nella Chiesa deve avere questo coraggio: uscire dalla sicurezza della barca e fidarsi della parola del Signore, senza lasciarsi vincere dal timore, perché il Signore non abbandona chi si affida a lui. Pietro allora grida: «Signore, salvami!». E subito Gesù stende la mano, lo afferra e lo salva. Tuttavia gli rivolge anche un rimprovero che è un insegnamento per tutti: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Rischiare la vita per avvicinarsi al Signore non conduce alla rovina, perché proprio l’unione con lui è la vera salvezza e rende feconda la nostra vita apostolica. «Voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio»: così si conclude il brano di Geremia. Grazie a un capo che mette a rischio la propria vita per avvicinarsi al Signore, il legame tra Dio e il suo popolo diventa stabile e saldo. È stato così per Geremia, è stato così per Pietro, ed è questo anche il cammino al quale ciascuno di noi è chiamato.
- ANNO A (Mt 14,22-36)
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: "È un fantasma!" e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: "Coraggio, sono io, non abbiate paura!".
Pietro allora gli rispose: "Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque". Ed egli disse: "Vieni!". Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!". E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?".
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: "Davvero tu sei Figlio di Dio!".
Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.
Parola del Signore
Mt 14, 13-21 (B-C)
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: "Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare". Ma Gesù disse loro: "Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare". Gli risposero: "Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!". Ed egli disse: "Portatemeli qui".
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Altri podcast di Cristianesimo
Podcast di tendenza in Cristianesimo
Su Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)
Sito web del podcastAscolta Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno, The Spiritual Life with Fr. James Martin, S.J. e molti altri podcast da tutto il mondo con l’applicazione di radio.it

Scarica l'app gratuita radio.it
- Salva le radio e i podcast favoriti
- Streaming via Wi-Fi o Bluetooth
- Supporta Carplay & Android Auto
- Molte altre funzioni dell'app
Scarica l'app gratuita radio.it
- Salva le radio e i podcast favoriti
- Streaming via Wi-Fi o Bluetooth
- Supporta Carplay & Android Auto
- Molte altre funzioni dell'app


Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Scansione il codice,
scarica l'app,
ascolta.
scarica l'app,
ascolta.











