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Ciak si Brinda!

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5 risultati 27
  • 27 - "In Bruges - La coscienza dell'assassino" di Martin Mcdonagh (2008)
    Disponibile a noleggio su Prime Video e Apple TV, “In Bruges - La coscienza dell’assassino” è la sorprendente opera prima del regista britannico Martin McDonagh, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia per i suoi più recenti successi: “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” e “Gli spiriti dell’isola”.Due killer professionisti – il nevrotico e tormentato Ray (Colin Farrell) e il pacato e riflessivo Ken (Brendan Gleeson) – vengono mandati dal loro boss Harry (Ralph Fiennes) in una sorta di vacanza forzata a Bruges, in Belgio, per "raffreddare" la situazione dopo un lavoro andato storto a Londra. Nella cornice incantevole e surreale della cittadina medievale, i due uomini si troveranno a fare i conti con se stessi, con il senso di colpa e con un’imprevedibile riscoperta dell’umanità.“In Bruges - La coscienza dell’assassino” è un film brillante e fuori dagli schemi: sexy, divertente, pericoloso, ma anche malinconico, profondo e sorprendentemente poetico. L’atmosfera oscilla con eleganza tra il grottesco e la riflessione, sostenuta da un irresistibile black humor tipicamente britannico.🍺L’abbinamento perfetto – e forse il più ovvio – è una buona birra belga. Ma se avete voglia di osare, il drink consigliato per accompagnare la visione è un classico senza tempo: il “Black and Tan”. Nato alla fine dell’Ottocento, questo cocktail è un tributo alla tradizione britannica di mescolare due birre diverse per creare un’esperienza unica.Per prepararlo: • versate 240 ml di birra lager in un bicchiere, • poi, con calma e precisione, aggiungete altri 240 ml di birra stout (una Guinness è l’ideale, perfetta anche per omaggiare le radici irlandesi di Martin McDonagh).Se lo versate correttamente, otterrete un effetto bicolore affascinante, perfetto da sorseggiare immersi nell’atmosfera fiabesca e noir di “In Bruges - La coscienza dell’assassino”.Viva il cinema!
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    9:33
  • 26 - "100 litri di birra" di Teemu Nikki (2024)
    Diretto da Teemu Nikki, “100 litri di birra” è una commedia nera irresistibile, surreale e follemente originale. Il regista finlandese mescola con disinvoltura e intelligenza le atmosfere polverose del western con il ritmo da caper movie, aggiungendo una generosa dose di ironia grottesca e black humor tipicamente nordici.Nel villaggio sperduto di Sysmä, due sorelle accettano di produrre 100 litri della loro leggendaria sahti per un matrimonio. Ma la birra è così buona che... se la bevono tutta. Parte così una corsa contro il tempo fatta di furti improvvisati e sbronze epiche, mentre dietro le risate affiorano sensi di colpa e una sottile malinconia.Per accompagnare questa visione, il pairing ideale sarebbe un bicchiere di Sahti, la birra tradizionale finlandese. Ma visto che in Italia è quasi introvabile, vi propongo uno Spring Tonic: un cocktail ispirato alla natura, perfetto per evocare le atmosfere e i sapori del film:​44 ml gin infuso al tarassaco​30 ml idromele al tarassaco​15 ml Chartreuse o Liquore Strega​15 ml succo di limone​Un goccio di acqua tonicaNote vegetali, sentori floreali e quella punta amaricante del ginepro che ben si sposa con l’ironia pungente del film. “100 litri di birra” è attualmente al cinema grazie a I Wonder Pictures!Viva il cinema!
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    9:48
  • 25 - "Aragoste a Manhattan" di Alonso Ruizpalacios (2024)
    “Aragoste a Manhattan” – o “La Cocina”, per i puristi – è il nuovo film di Alonso Ruizpalacios, dal 5 giugno al cinema grazie a Teodora Film. Dopo la Berlinale 2024 e l’apertura del FESCAAAL 2025 arriva finalmente anche da noi questa straordinaria opera di denuncia e poesia visiva.Niente food porn: “La Cocina” è un'immersione claustrofobica nel ventre di una cucina a Times Square, dove il cibo è solo un pretesto per raccontare la fragilità dei sogni, l’oppressione del lavoro e l’umanità invisibile che tiene in piedi il sistema.Pedro (Raúl Briones), cuoco messicano senza documenti, è innamorato della cameriera Julia (Rooney Mara), ma il loro amore è fragile quanto il loro status. Quando spariscono dei soldi dalla cassa, la cucina diventa un girone dantesco di tensioni razziali e sociali.Girato in bianco e nero con lampi improvvisi di colore, “La Cocina” è un balletto frenetico di piani sequenza e inquadrature claustrofobiche. La sua bellezza estetica amplifica il valore politico e sociale: un’aspra critica a un capitalismo che dilania e mal digerisce sogni, corpi e passioni, lasciando solo stanchezza e alienazione.Le aragoste diventano quindi simbolo grottesco di un lusso disumanizzante, mentre sullo sfondo si muove una vera e propria sinfonia del caos, orchestrata tra sudore, speranza e silenzi soffocati.🥃 Per questo film serve un cocktail capace di rifletterne tutta la complessità. Abbiamo scelto un Negroni al Mezcal:​il mezcal, con le sue note affumicate, rende omaggio alle radici messicane del regista e racconta l’animo fumantino, imprevedibile ed esplosivo del magnetico Pedro.​Il vermouth, balsamico ed erbaceo, regala quella comfort zone che nel film diventa rifugio per passioni e sogni ancora vivi.​Il bitter, infine, sprigiona l’energia necessaria per resistere, ma lascia in bocca l’amarezza della realtà: l’illusione del sogno americano.In un’epoca in cui il cinema spesso si limita a raccontare storie già digerite, Ruizpalacios con “Aragoste a Manhattan” ci serve un piatto forte, speziato e indigesto. E noi, spettatori affamati di verità, non possiamo che chiedere il bis.Viva il cinema!
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    9:55
  • 24 - Il 34° Fescaaal - Festival del Cinema Africano Asia e America Latina (2025)
    Dal 21 al 30 marzo 2025 si è tenuto a Milano la 34^ edizione del Fescaal il Festival del Cinema Africano, Asia e America Latina. Questo è un festival che attendo con grande gioia ogni anno, perché porta con sé una preziosa unicità: la possibilità di viaggiare per il mondo grazie al mezzo cinematografico, di entrare in contatto con culture lontane, con diversi immaginari e impianti narrativi. Il cinema è conoscenza, è rappresentazione, è antropologia, è libertà creativa. 10 giorni di festival, in cui si ha la possibilità di vedere il meglio della produzione cinematografica di tre continenti che molto spesso non trovano spazio nella tradizionale distribuzione occidentale. In questa puntata vi consiglio alcuni dei film che più ho apprezzato: 🍹”Santosh” di Sandhya Suri (concorso), vincitore del 34° Fescaaal, abbinato a un “Jasmine Collins”, per esaltare un racconto che affonda le sue radici nelle profonde campagne del nord dell’India, alla ricerca del colpevole di un femminicidio, lottando allo stesso tempo contro una società classista, misogina e razzista.🥃 “Locust” di KEEF (concorso), abbinato a un “Awamori Lemon Tea”, cocktail capace di esaltare sapori e sensazioni d’oriente, per un originale, drammatico e ambiguo racconto “di formazione” ambientato nella capitale dell’isola di Taiwan.🔜 “La Cocina” di Alonso Ruizpalacios (fuori concorso),  film d’apertura del 34° Fescaaal che mette in scena passioni e desideri dei migranti in un ristorante newyorkese a Time Square. Un’opera sontuosa, di pura vita e cinema, che uscirà in Italia verso la seconda metà di maggio (tbc). Seguiràò recensione e abbinamento dedicato.☕️ “Passing Dreams” di Rashid Masharawi (fuori concorso), abbinato a un buon caffè arabo: un ironico, spensierato e divertente “on the road” palestinese attraverso le città di Betlemme, Gerusalemme Vecchia ed Haifa, che ci mostra con spensieratezza quale sia la vera vita del popolo palestinese prima del “7 ottobre”. Viva il cinema! 
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    9:54
  • 23 - "A Different Man" di Aaron Schimberg (2023)
    Presentato alla 74^Berlinale, che ha conferito a Sebastian Stan (Edward) l’Orso d’Argento alla miglior interpretazione protagonista, “A Different Man” di Aaron Schimberg, al cinema in Italia dal 20 marzo, è un film estremamente coraggioso e arguto che porta sullo schermo il ribaltamento dei più classici schemi favolistici. Edward è un giovane attore dal volto sfigurato per via di una rarissima malattia, la neurofibromatosi. Decide di sottoporsi a un trattamento sperimentale, che contro ogni previsione lo guarisce. Molte cose cambiano nella sua vita, eppure tutto rimane inquietantemente uguale… anzi il suo nuovo volto da sogno si trasforma in un vero e proprio incubo.In costante bilico tra ironia grottesca, body horror e brillante commedia newyorkese, “A Different Man” restituisce un ritratto disturbante e disorientante della società contemporanea e dell’essere umano che la popola: il culto dell’immagine e la costante ossessione dell’apparire, con la convinzione di migliorare la propria vita attraverso il cambiamento estetico.Aaron Schimberg è estremamente astuto e mette in piedi questa critica sociale attraverso gli occhi di un uomo affetto da una grave e rara malattia: il suo desiderio di una nuova vita, si scontra con i limiti del proprio carattere e della propria personalità. Edward e lo spettatore si ritrovano inermi di fronte allo specchio di ciò che sarebbero potuti essere. Un sogno in frantumi, un incubo pirandelliano. 🥃 Il drink perfetto è un cocktail ruvido, graffiante e newyorkese, il Rusty Nail, che offre una bevuta disorientante in piena sintonia con il film: 60 ml di blended scotch e 22 ml di Drambuie. Per una bevuta più avvolgente si può sostituire il blended scotch con un buon mezcal, che si sposa perfettamente con i toni più dark di questa commedia grottesca.Viva il cinema! 
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    9:38

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