9 episodi
- Avere una famiglia che ci supporta e ci lascia liberi di fare le nostre scelte è una grande fortuna, ma non è così per tutti. A volte i legami più stretti non si basano sul rispetto, ma sul controllo, la manipolazione e il ricatto. Questo è esattamente l'incubo in cui si ritrova Lucia, la protagonista di Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti: una giovane donna che vorrebbe solo essere libera di amare chi ha scelto, ma che si scontra con una società patriarcale che decide al posto suo.
Da un lato c'è il fratello Enrico, che con freddo calcolo e un vero e proprio "gaslighting" psicologico la costringe a un matrimonio combinato per salvare le apparenze e le finanze di famiglia; dall'altro c'è Edgardo, l'uomo che ama, che invece di salvarla si lascia accecare dall'orgoglio ferito, finendo per colpevolizzarla.
Grazie alla direttrice d’orchestra Speranza Scappucci, Tabi cerca di capire a fondo questo capolavoro esplorando il suono disperato di una mente che va in frantumi. Portando alla luce l'esasperazione di Lucia, l'episodio indaga dinamiche dolorosamente attuali come le relazioni tossiche, il peso insopportabile del dovere verso gli altri e l'importanza vitale della nostra indipendenza. - Vivere liberi dal giudizio degli altri non è per tutti. Bisogna saper accettare il rischio, mettere in conto il fallimento e smettere di farsi schiacciare dalle aspettative della famiglia o della società. Eppure Carmen, la protagonista dell’omonima opera di Georges Bizet, è l'incarnazione di questa libertà assoluta: una donna ribelle che vive senza regole e senza sensi di colpa. Tutto l'opposto di Don José, il giovane brigadiere che perde la testa per lei ma che si ritrova patologicamente bloccato, schiacciato tra l'attrazione per questa vita fuori dagli schemi e le asfissianti pretese della madre, incarnate dalla rassicurante e devota fidanzata Micaela.
Grazie al regista teatrale e cinematografico Damiano Michieletto, Tabi cercherà di decostruire quest’opera andando oltre la facciata del classico "dramma della gelosia". Esplorerà i dilemmi interiori di Don José e l'incapacità di gestire l'indipendenza femminile, portando alla luce dinamiche come la paura di fallire, il senso di potenziale inespresso e le relazioni tossiche che, andando al nocciolo, non sono poi così diverse da quelle che si possono provare oggi nella nostra quotidianità. - Cosa ci possono raccontare, oggi, l’opera e il balletto?
Qualcuno dirà che sono storie lontanissime, che appartengono a un mondo che non c’è più. Ma in realtà parlano di cose che conosciamo molto bene: la paura di fallire, la famiglia che vuole decidere al posto nostro, l’ansia di invecchiare, il dubbio se perdonare chi ci ha trattato non proprio benissimo.
Il mondo cambia, ma certe emozioni restano sempre uguali.
Io sono Costanza, ma tutti mi chiamano Tabi, e in questo podcast vi racconterò quello che ho capito sull’opera e sul balletto, insieme alle persone che portano in scena questi spettacoli incredibili al Teatro alla Scala. Questa è la seconda stagione de La vertigine - Scoprire l'opera (e il balletto), una serie podcast per aspiranti melomani realizzata da Chora Media in collaborazione con il Teatro alla Scala. - L’opera è un genere che affonda le sue radici nel passato, certo, ma è viva e vegeta, e oggi continuano a essere composte nuove opere. In questa puntata Tabi incontra proprio un compositore contemporaneo: Francesco Filidei, in scena al Teatro alla Scala con Il nome della Rosa, tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Eco. Ma come nasce un’opera, oggi? E come si trasforma un romanzo lungo e complesso in un’opera?
Tabi fa queste e altre domande a Filidei, portando avanti la sua indagine sulla vertigine. Grazie a lui, Tabi troverà delle definizioni inaspettate per l’opera: scoprirà che può essere uno strumento per misurare il tempo, un pasto che qualcuno ha preparato per noi, un modo per far rivivere i morti. E, soprattutto, arriverà a pensare che fra le emozioni che prova lei - una ragazza di 22 anni del 2025 - e quelle che provavano uomini e donne vissuti qualche secolo fa, non c’è poi una grande differenza. - Cos’hanno in comune un’opera scritta a fine Ottocento e un film sudcoreano uscito nel 2019? Più di quanto possiate immaginare: sia il Rigoletto di Giuseppe Verdi che il film Parasite di Bong Joon-ho, vincitore di quattro premi Oscar nel 2020, raccontano di un mondo di sotto popolato da gente povera ed emarginata, e di un mondo di sopra, popolato da ricchi sprezzanti.
Rigoletto è un personaggio a tratti odioso: è servile, asseconda in tutto e per tutto il suo padrone, il duca di Mantova, compie azioni orribili. Solo l’amore per sua figlia Gilda lo riscatta come essere umano. Ma quel continuo passare da un mondo all’altro gli sarà fatale.
A raccontare quest’opera a Tabi sono il sovrintendente del Teatro alla Scala Fortunato Ortombina, la pianista Beatrice Benzi e Margherita Palli, scenografa della versione del Rigoletto in cartellone al Teatro alla Scala con la regia di Mario Martone, in cui emergono tutte le similitudini tra l’opera e il film.
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Su La Vertigine - Scoprire l’opera
L'opera e il balletto nascondono emozioni che conosciamo molto bene: amori tormentati, famiglie invadenti, paura del fallimento, desiderio di libertà.
Tabi, 24 anni, milanese, due anni fa è stata travolta dalla "vertigine" dell'opera.Complice un imprevisto che l'ha costretta a fermarsi fisicamente, Tabi ha deciso di confrontarsi con i temi trattati nelle grandi opere in scena al Teatro alla Scala, riconoscendo nei loro protagonisti sentimenti sorprendentemente vicini ai suoi.
Guidata da registi, direttori d'orchestra, danzatori, cantanti e dalle persone che ogni giorno danno vita agli spettacoli del Teatro alla Scala, Tabi esplora le opere e i balletti in cartellone per scoprire che i protagonisti del passato, in fondo, si ponevano le nostre stesse domande.
La vertigine – Scoprire l'opera (e il balletto) è una serie podcast per aspiranti melomani (e ballettomani) realizzata da Chora Media in collaborazione con il Teatro alla Scala.
La vertigine - Scoprire l'opera (e il balletto) è una serie podcast realizzata da Chora Media in collaborazione con il Teatro alla Scala.
Scritto da Ilaria Orrù con il mio supporto e raccontato da me, Costanza Orlando.
La cura editoriale è di SARA POMA
La project manager è MONIA DONATI
La senior producer è ILARIA CELEGHINIl sound design è a cura di: Emanuele Moscatelli
Il fonico di presa diretta è AURORA RICCIIl fonico di presa diretta è GUIDO BERTOLOTTIIl fonico di studio è CHRISTIAN GALDINI
Il coordinamento della post produzione è di MATTEO SCELSAIl progetto grafico è di GIULIA MANGANO e RAFFAELLA DI DONATO
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