91 episodi
- Clistene aveva dato ad Atene un ordinamento costituzionale solido ed equilibrato, soprattutto ben accetto a tutti i cittadini; questo permise alla città di reggere, pochi anni dopo, l’urto con la maggiore potenza del momento, la Persia, prima in una battaglia terrestre, Maratona, poi sul mare a Salamina. Il confronto era impari, Atene contava all’epoca con 140.000 abitanti, l’impero persiano arrivava a 30/35 milioni; eppure Atene e le altre giovani poleis greche seppero resistere e, infine a prevalere su di un nemico tanto più forte, grazie alla compattezza della falange oplitica, alla superiorità sui mari, alla saldezza morale dei loro cittadini.
Sui campi di battaglia delle guerre persiane è nata l’Europa. - Le premesse già viste, l’ambiente della polis, il linguaggio, l’esercito offrivano il terreno favorevole alla nascita della democrazia, ma un nuovo ordinamento politico, di solito, non nasce spontaneamente, spesso nasce da scontri o da conflitti, il più delle volte, di natura sociale, di cui è la soluzione.
Così fu anche ad Atene, dove il duro confronto tra i ricchi possidenti ed i meno abbienti fu ricondotto nell’alveo della legalità dall’opera di due abili legislatori, Solone e Clistene, che ritennero che la soluzione ai contrasti potesse essere la concessione di maggiori e, poi, pari diritti politici ai meno abbienti; in questo modo i conflitti non erano prodigiosamente azzerati, ma venivano ricondotti nell’ambito delle istituzioni, dove le parti sociali potevano misurarsi e, a volte, intendersi.
La democrazia nasce, quindi, non da teorie o ideali politici, nasce da esigenze concrete, può crescere ed affermarsi, perché c’erano le premesse necessarie al suo successo. - La particolare orografia della Grecia, fatta di pianure poco estese e di corsi d’acqua relativamente brevi favorì lo svilupparsi di forme politiche diverse rispetto a quelle che si erano affermate nelle grandi civiltà fluviali, nasce in Grecia la città - stato, la polis, che, anche per sue dimensioni ridotte offre l’ambiente ideale per la crescita della democrazia.
Ma l’ambiente da solo non poteva bastare, occorrevano altri fattori, primo fra tutti il linguaggio; partendo dall’alfabeto fenicio i greci furono in grado di creare una lingua armoniosa, facile da pronunciare, comprendere, scrivere e leggere; la facilità nel padroneggiare il linguaggio aprì l’accesso alla vita pubblica per la maggioranza del popolo, premessa prima della democrazia.
Altro elemento essenziale fu l’esercito; l’affermarsi dello schieramento a ranghi serrati, la falange oplitica, comporta la partecipazione di quasi tutto il popolo alle vicende belliche, ma comporta anche un affiatamento, un’intesa tra i combattenti che non poteva non trasferirsi anche nella vita pubblica. Queste le premesse: poi vennero i grandi legislatori. - La democrazia sta attraversando momenti non facili, per cause sia esterne, lo scontro frontale con le grandi autocrazie, sia interne, la crescente disaffezione nei confronti delle consultazioni elettorali, forse dovuta anche al prevalere sulla politica dei grandi poteri sovranazionali.
Dobbiamo quindi concludere che il lungo cammino della democrazia sia giunto al termine? Forse no, speriamo di no; certo è il momento di capire cosa è, cosa è stata la democrazia nel corso della storia, partendo dalle origini, dalla Grecia di duemila e passa anni fa, ripercorrendo il suo cammino fino ad oggi nelle tante versioni di democrazia apparse sulla terra.
Forse solo così potremo capire cosa è veramente la democrazia, quale è il suo significato, la sua importanza e riusciremo quindi anche a difenderla con la dovuta forza e convinzione. - Gli accordi di Oslo del 1995 rappresentarono il più serio, credibile e concreto tentativo di giungere ad una pace duratura tra israeliani e palestinesi; purtroppo, appena firmati, furono boicottati da entrambe le parti ed ora sono persino dimenticati. Mentre la questione principale, per un accordo tra le parti, entrava in una situazione di stallo è esplosa la guerra a Gaza, con l’orrendo massacro perpetrato da Hamas, la violenta reazione di Israele, le indicibili sofferenze per gli abitanti di Gaza. Quando sembrava persa ogni speranza, è giunta la pace promossa o imposta da Trump; vale la pena osservare, che gli accordi testé firmati sono un qualcosa di assai minore portata rispetto agli accordi di Oslo, perché riguardano solo Gaza, non l’intero territorio della Palestina; quindi anche se i piani di Trump avessero successo (e le difficoltà non mancheranno), il problema della convivenza tra ebrei e palestinesi resterebbe irrisolto, rendendo quanto meno improbabile una pace duratura.
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