83 episodi
- Con questa catechesi giungiamo all’ultima puntata del nostro percorso attraverso il Catechismo Romano del Concilio di Trento, concludendo anche il commento alla Preghiera del Signore.
«Ma liberaci dal male» è l’ultima domanda del Padre Nostro e, secondo il Catechismo Romano, costituisce quasi un compendio di tutte le domande precedenti. Cristo stesso, alla vigilia della Passione, pregò il Padre per i suoi discepoli: «Ti prego che tu li guardi dal male».
Liberaci dal male.
Ma da quale male chiediamo realmente di essere liberati?
Il cristiano non domanda semplicemente una vita senza sofferenze. Esistono prove e tribolazioni che, accolte secondo la volontà di Dio, possono diventare occasione di purificazione, crescita nella virtù e santificazione. Al tempo stesso chiediamo che persino quei beni che il mondo considera supremi — salute, ricchezza, onori e la stessa vita — non diventino causa di rovina per la nostra anima.
Liberaci dal male.
La catechesi affronta inoltre uno degli aspetti più forti dell’insegnamento del Catechismo Romano: il male per eccellenza è il demonio, istigatore del peccato e nemico dell’uomo. Per questo il cristiano è chiamato a non riversare odio sul prossimo che lo offende, ma a pregare anche per lui, riconoscendo il vero combattimento spirituale che si cela dietro il peccato. Liberaci dal male.
E se, nonostante la preghiera, Dio permette che la tribolazione rimanga? La risposta cristiana non è la disperazione, ma la pazienza, la fiducia e l’unione alla Croce di Cristo: «Per via di molte tribolazioni dobbiamo arrivare al regno di Dio». Liberaci dal male
Infine scopriremo il significato dell’ultima parola del Padre Nostro: AMEN, che san Girolamo definisce il “sigillo” della Preghiera domenicale. Non una semplice formula conclusiva, ma una parola carica di fede, fiducia e certezza nell’esaudimento divino.
Liberaci dal male.
Una catechesi sul male, il demonio, la sofferenza, la Provvidenza, la Croce e la potenza della preghiera, con la quale si conclude il nostro lungo viaggio alla scuola del Catechismo Romano del Concilio di Trento. - Cosa significa davvero chiedere a Dio di "non indurci in tentazione"? Spesso questa frase del Padre Nostro ci lascia perplessi: Dio ci mette alla prova? Ci spinge al male?
In questa catechesi, approfondiamo il significato profondo di questa invocazione, scoprendo che non è una richiesta di immunità dalle difficoltà della vita, ma un grido di fiducia verso il Padre. Analizzeremo la natura della battaglia spirituale che ogni cristiano affronta quotidianamente e come, attraverso la preghiera e la vigilanza, possiamo passare dalla nostra debolezza alla vittoria.
In questo video scoprirai:
Il vero significato della tentazione: Perché Dio permette la prova e come distinguerla dal peccato.
La differenza tra essere tentati e soccombere: Perché chiediamo a Dio di non lasciarci soli nel momento del bisogno.
Le armi spirituali: Come la preghiera, la veglia e l'astinenza diventano il nostro scudo contro gli assalti del nemico.
La nostra debolezza e la forza di Dio: Perché non possiamo vincere con le sole nostre forze e come affidarci alla grazia divina.
La promessa di vittoria: La speranza che Cristo, avendo vinto il mondo, ci rende capaci di vincere a nostra volta.
Non siamo soli nella lotta: la nostra forza non viene da noi stessi, ma dalla potenza di Dio che ci sostiene. Unisciti a noi in questo percorso di riflessione per imparare a camminare con fiducia, anche nelle prove più aspre. Catechismo Romano del Concilio di Trento, numeri 410-416, puntata 84, 10 settembre 2026. - Spesso, quando recitiamo il Padre Nostro, pensiamo che la richiesta del "pane quotidiano" si limiti al sostentamento fisico. Ma è davvero così? In questa catechesi, basata sul Catechismo Romano del Concilio di Trento, scopriamo che il "pane" di cui parla Gesù ha un significato molto più profondo, vitale e spirituale.
Analizzeremo perché la Chiesa ci insegna a chiedere non solo ciò che serve al corpo, ma soprattutto il nutrimento per l'anima. Scopriremo il legame indissolubile tra la Provvidenza divina, il nostro lavoro onesto e il dono inestimabile dell'Eucaristia, il vero "Pane vivo disceso dal cielo".
In questo video:
Perché chiediamo i beni terreni dopo aver chiesto quelli divini?
Il duplice significato del "pane": sostentamento fisico e nutrimento spirituale.
Cosa significa davvero chiedere il pane "nostro" e "quotidiano".
L'Eucaristia: il pane che nutre l'anima per la vita eterna.
Il dovere della carità: perché il pane va condiviso.
Catechesi sul Catechismo Romano del Concilio di Trento, puntata 82, 26 agosto 2026 - Il significato della preghiera "Sia fatta la tua volontà"
La richiesta "Sia fatta la tua volontà" nel Padre Nostro è presentata come essenziale per la salvezza, poiché il Regno dei Cieli non si ottiene con le sole intenzioni, ma attraverso un'obbedienza attiva e reale al volere divino.
L'uomo, corrotto dal peccato originale, ha perso la capacità naturale di discernere il proprio vero bene, diventando incline alle passioni e incapace di orientarsi autonomamente verso la salvezza senza il soccorso della grazia divina.
La condizione umana è paragonata a quella di un malato che rifiuta il cibo sano o a quella di un fanciullo imprudente, sottolineando la necessità costante dell'aiuto di Dio per evitare di scambiare il male per bene .
Catechismo Romano del Concilio di Trento, puntata 80, 21 agosto 2026 - La seconda petizione del Padre Nostro: "Venga il tuo Regno".
Don Leonardo Maria, basandosi sui numeri dal 378 al 385 del catechismo, spiega che questa richiesta mira al fine ultimo di tutto il Vangelo e comprende beni spirituali (salvezza, grazia, beatitudine) e materiali. Il Regno di Dio viene articolato in tre dimensioni inseparabili: il Regno della Provvidenza (il potere universale di Dio su tutto il creato), il Regno della Grazia (il regno interiore di Cristo nei cuori dei fedeli, la Chiesa) e il Regno della Gloria (la vita eterna).
La catechesi sottolinea la costante lotta spirituale dell'uomo, esule sulla Terra, contro la propria miseria, le cattive inclinazioni ereditate dal peccato originale e le forze demoniache. Citando San Paolo, Sant'Agostino e San Luigi Maria Grignion de Montfort, si evidenzia la corruzione del corpo e la necessità della grazia divina per non soccombere. Recitare "Venga il tuo regno" è dunque una preghiera per la propagazione e la purificazione della Chiesa Cattolica (il Regno di Cristo sulla terra), per la conversione di infedeli, ebrei, scismatici ed eretici, e per l'instaurazione del regno sociale di Cristo, dove le leggi divine prevalgono su quelle umane contrarie alla morale (es. aborto, divorzio).
Catechismo Romano del Concilio di Trento, numeri 378-385, puntata 80, 11 agosto 2026
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