Ogni adulto lascia una traccia. Sempre.
Nelle parole che usa, nei silenzi, nel modo in cui attraversa le emozioni, nel modo in cui sta nelle relazioni.
In questo episodio parlo di educazione emozionale partendo da una domanda semplice e potentissima: che cosa porto io nel mondo, che pezzettino di me voglio lasciare ai bambini e alle persone che incontro. Non come ideale astratto, ma come responsabilità concreta, quotidiana, spesso invisibile.
Parlo di cosa significa sentire davvero ciò che proviamo, riconoscere le emozioni, distinguerle, nominarle, scegliere come agirle nel mondo. Parlo di adulti cresciuti senza un linguaggio emotivo, di emozioni confuse, agite, trattenute, esplose, e di quanto tutto questo influisca sul modo in cui educhiamo, amiamo, lavoriamo, stiamo insieme.
E poi torno ai bambini, perché ogni bambino porta nel mondo un pezzettino degli adulti che ha incontrato. La domanda non è se lasciamo una traccia, ma quale. Uno sguardo che accoglie o che giudica. Una presenza che contiene o che spaventa. Un modo di stare che insegna a reprimere o che insegna a sentire e scegliere.
Un episodio profondo, che invita a fermarsi e a chiedersi chi siamo mentre educhiamo, e che tipo di mondo contribuiamo a costruire, ogni giorno, attraverso il nostro modo di essere.