Negli ultimi anni, e anche molto recentemente, Jazz Anthology ha avuto parecchi ospiti che si sono seduti al pianoforte dell'auditorium di Radio Popolare: Franco D'Andrea, Gaetano Liguori, Stefano Battaglia, Antonio Zambrini, e anche Rob Mazurek in un solo - diventato un album - in cui ha impiegato anche il piano. Musicisti di varie generazioni ma comunque tutti con all'attivo un percorso molto lungo. Questa sera abbiamo nostro ospite un pianista di gran lunga più giovane, Hakan Basar, turco, che ha solo ventun anni, ne compirà ventidue in agosto. Di Basar lo scorso anno la Red Records ha pubblicato l'album Mayden Voyage, in trio con Michelangelo Scandroglio al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria. La Red Records è stata creata nel 1976 a Milano da Sergio Veschi: rilevata qualche anno fa e rilanciata da Marco Pennisi (ospite di Jazz Anthology lo scorso anno, la puntata la trovate in podcast), festeggia quest'anno mezzo secolo di attività: la rassegna Jazz a Bollate, in corso dal 9 marzo, consacra interamente la sua 28a edizione ai 50 anni della Red, e Hakan Basar è a Jazz Anthology in occasione del suo concerto a Bollate in trio appunto con Scandroglio e Guerra. Qui a Jazz Anthology abbiamo invece il piacere di avere un'idea, attraverso alcuni brani live, di un'altra sua dimensione, quella in solo; e di farci raccontare da Hakan - con Scandroglio in veste di interprete - i suoi primi passi, i pianisti che lo hanno ispirato, il suo incontro da ragazzo con Chick Corea, e appunto la differenza per lui fra la dimensione del trio piano/basso/batteria e quella del solo. A cura di Marcello Lorrai.